Terme Sibarite, Lione rivendica i risultati e accusa: «Vendetta per attese commerciali non soddisfatte»

Dura presa di posizione del dirigente uscente contro la «goffa strategia denigratoria» che verrebbe messa in atto nei suoi confronti per esaltare il nuovo management di una struttura già in attivo dal 2014

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di Redazione
25 luglio 2020
21:58

«Che la gestione delle Terme Sibarite, unica partecipata al 100% regionale con bilancio ininterrottamente in attivo dal 2014 e tra le due sole strutture termali pubbliche in questa virtuosa condizione in tutt’Italia, sia stato e resti, per questo motivo certificato, un modello da elogiare e da imitare anche oltre i confini calabresi era e resta un dato di fatto, difficilmente contestabile: un fatto scritto nero su bianco e riconosciuto a più livelli, oltre che da autorevoli membri dell’attuale Giunta Regionale (si veda l’assessore alla ricerca scientifica Sandra Savaglio intervenuta alla recente inaugurazione della Spa Clarenzia) anche e soprattutto dal presidente nazionale di Federterme Massimo Caputi. Da tutti, una evidenza incontrovertibile, tranne che per qualcuno in Calabria!».
È quanto dichiara Mimmo Lione, amministratore uscente della storica struttura termale nel centro storico di Cassano allo Jonio, dicendosi «fortemente allibito dalla quantità di autentiche fake news e dal tentativo inqualificabile, evidentemente costruito a tavolino, di capovolgere la realtà dei fatti con allusioni ed invenzioni scaraventate sui media e che non hanno alcun fondamento».

 

«Leggendo un articolo apparso nella giornata di ieri sul web sulla nuova amministrazione delle Terme Sibarite – spiega Lione, amministratore unico della struttura regionale fino allo scorso 7 luglio – la prima domanda che ci siamo posti è se la sommatoria di baggianate messe insieme secondo una evidente quanto goffa strategia denigratoria è da ascrivere al neo amministratore Francesco Lombardi, al quale ribadiamo comunque gli auguri di buon lavoro; oppure all’editrice di una testata giornalistica online regionale che non si è mai occupata della struttura termale di Cassano, se non in due momenti, precisi, cronologicamente successivi e abbastanza sospetti: prima, per avanzare alla gestione uscente delle proprie proposte commerciali, poi non perfezionatesi (così come invece era accaduto negli anni passati); poi, nel giorno dell’inaugurazione della Spa per sferrare, attraverso un corrispondente locale del tutto disinformato, un primo tentativo di denigrazione di tutto l’oggettivo lavoro fatto negli anni passati, con un volgare attacco alla persona del sottoscritto».

 

«Se anche quest’ultimo, macroscopico tentativo di cancellazione della realtà è da ascrivere – continua – alla testata giornalistica, seppure grave da molti punti di vista, la cosa non ci sorprenderebbe più di tanto perché potrebbe essere facilmente compresa, alla luce delle citate attese commerciali non soddisfatte. Se, invece, quelle affermazioni false ed ingiustificabili, in assenza di diversa precisazione da parte dell’interessato, sono da attribuire alla nuova amministrazione delle Terme Sibarite, trattandosi di un ente di proprietà regionale, è doveroso che venga spiegato nella massima chiarezza e trasparenza pubblica tutto quanto è stato solo citato e che, per quel che ci riguarda, è del tutto inventato».

 

Poi, i riferimenti alle parole che hanno suscitato la sua veemente reazione: «Come si fa, ad esempio, a scrivere che la struttura ha riaperto i battenti da qualche giorno con la nuova amministrazione se è noto e documentato che il centro riabilitazione delle Sibarite è ufficialmente riaperto e frequentato dal 3 giugno scorso, così come del resto annunciato e concordato al tavolo di concertazione con la Presidente Jole Santelli sulle misure di prevenzione nella fase 2 post Covid e di sostegno finanziario e di rilancio alla rete termale calabrese, iniziativa ad hoc promossa e portata avanti in prima persona proprio dal sottoscritto?

La riapertura dell’area termale, così come discusso e concordato in occasione del tavolo regionale con tutte le strutture regionali interessate, era già stata programmata per il mese di luglio, così come del resto è avvenuto e sta avvenendo, progressivamente, in tutti gli altri siti. Quale sarebbe la novità o la straordinarietà di cui si sarebbe occupata in merito la nuova amministrazione?».

 

E ancora: «Come e in cosa, nello specifico, il nuovo amministratore Lombardi avrebbe dovuto rassettare o addirittura resettare il modello di gestione precedente? Forse nella capacità di presentare e far approvare un bilancio ininterrottamente in attivo dal 2014 ad oggi? E quali sarebbero stati questi presunti impegni straordinari messi in campo per far ripartire (ma non si era mai fermato) lo stabilimento termale? Cosa si sarebbe dovuto recuperare? Se titolare di queste affermazioni gravi, che andavano e andrebbero motivate e contestate alla passata gestione nelle forme e modalità prescritte, la nuova amministrazione ha il dovere di chiare per filo e per segno di cosa sta parlando, documentando quelle che altrimenti restano mediocri baggianate. Per non parlare – va avanti – dei presunti ritardi sulla Spa che si chiama Clarenzia, non Clarinzia, come scrive il disinformato ed improbabile corrispondente locale di quella testata. Quella inaugurata lo scorso 21 giugno, anche alla presenza entusiasta della Regione Calabria, è una struttura consegnata chiavi in mano, non soltanto unica nel suo genere in Calabria per qualità e perfezione degli interventi eseguiti ma pronta ad essere funzionante in ogni dettaglio dal giorno successivo all’affidamento in gestione che dovrebbe essere l’unica preoccupazione dell’attuale management aziendale. Così come si fa riferimento al progetto di piscina coperta, presentato nientemeno che come l’obiettivo strategico della nuova gestione mentre non soltanto si tratta di una documentata iniziativa della passata gestione ma addirittura risulta già presentato alla Regione Calabria ed esposto sulle pareti negli stessi corridori dello stabilimento termale. Siamo al delirio buffo».

 

«Stendiamo un velo pietoso - conclude Lione -  sull’ambizione finale espressa o attribuita al nuovo amministratore di aprire finalmente le Terme Sibarite alla Città di Cassano ed al territorio, non avendo neppure capito che se dal 2014 ad oggi è stato possibile chiudere un bilancio ininterrottamente in attivo è stato possibile proprio per gli importanti introiti realizzati dalla struttura termale regionale (non cittadina) puntando e conquistando progressivamente, così come abbiamo fatto in questi anni con risultati incontrovertibili, un target di visitatori necessariamente extra territoriale. E qui siamo davvero all’ABC del management aziendale».

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