Protezione civile

Terremoti, da domani la due giorni di esercitazioni nello stretto: coinvolti 56 comuni tra Calabria e Sicilia

VIDEO | Si ipotizza una scossa sismica maggiore di quella registrata nel 1975. Il capo della Prociv nazionale Fabrizio Curcio: «È il frutto di lavoro di mesi e ci consentirà di testare il sistema di protezione civile e i sistemi di coordinamento sul territorio» 

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di Anna Foti
3 novembre 2022
12:52

«L’area dello Stretto è uno degli scenari più esposti al rischio sismico, anche se non l’unico, in questo nostro paese bellissimo ma pieno di fragilità. Essa insiste su due regioni importanti, la Calabria e la Sicilia, con storiche difficoltà di raggiungimento. Inoltre questo contesto offre la possibilità di testare interventi in caso di terremoto e maremoto. Cercavamo uno scenario severo per questa esercitazione alla quale lavoriamo da gennaio. Uno scenario importante non per impaurire ma per creare consapevolezza. Dobbiamo essere sereni ma pronti».

Così il capo della Protezione Civile, Fabrizio Curcio, ha presentato a Reggio Calabria l’esercitazione “Sisma dello Stretto” che avrà luogo da domani fino a domenica 6 novembre a Reggio e a Messina.


I dettagli dell’iniziativa di prevenzione sono stati illustrati questa mattina nella struttura allestita sul lungomare Falcomatà e che fino al prossimo 3 dicembre ospiterà la mostra “Terremoti d’Italia”.

La simulazione

«Simuleremo il sisma del 1975 maggiorato, dunque un evento di magnitudo importante, proprio per stressare il sistema. Si parla di migliaia di evacuati teorici sulle quali il sistema si mobiliterà in ambito nazionale con una forte sinergia tra vigili del fuoco, volontari e operatori comunali, provinciali e regionali e operatori sanitari. Insomma, un test importante», ha spiegato ancora Fabrizio Curcio.

«Dobbiamo lavorare per rendere omogenee le procedure delle varie regioni in caso di emergenza».

Il sisma dello Stretto

«Questo test ci offrirà la risposta operativa del sistema nazionale a un evento sismico, in un’area a elevata pericolosità come quella dello stretto», ha ribadito ancora Fabrizio Curcio.

Il coordinamento dell’esercitazione, che prevede la simulazione di interventi dopo un sisma di magnitudi 6.2, è a cura del Dipartimento della protezione civile, d’intesa con le Regioni coinvolte e le Prefetture di Reggio Calabria e Messina.

L’esercitazione riguarda 37 comuni della provincia di Reggio Calabria e 19 comuni della provincia di Messina. In particolare domattina dopo le 10 sarà testato un servizio di allerta maremoto riservato alla cittadinanza.

«Non solo fare presto ma anche fare prima»

«Si tratta della prima sperimentazione su più ampia scala, con il coinvolgimento di 500mila persone di ventidue comuni dell’aree costiere dello Stretto. Ad essere testato sarà il sistema di allarme pubblico IT-alert.

Il servizio ha l’obiettivo di raggiungere direttamente i cittadini per veicolare messaggi utili in caso di gravi emergenze o eventi catastrofici imminenti o in corso e così sollecitare una loro presa in carico in termini di consapevolezza e informazione.

La Calabria necessita di questo contributo essenziale della cittadinanza affinché il rischio sia mitigato. Necessario non solo fare presto ma anche fare prima», ha spiegato Domenico Costarella, direttore generale della Protezione Civile della Calabria.

L’alleata e la direzione di Comando e controllo

Quando il messaggio comparirà sul display del telefono non sarà più possibile compiere azioni sul cellulare, ad eccezione delle telefonate. Il cellulare ritornerà alle normali funzionalità sfiorando il tasto “OK” all’interno del messaggio. Seguirà un secondo messaggio con l’avviso della conclusione del test.

«800 saranno i volontari impegnati. Attivata anche la colonna mobile di Gioia Tauro e tanti moduli operativi riguardanti l’assistenza alla popolazione, la logistica, le telecomunicazioni, l’intervento sanitario e la rilevazione del danno.

In questa occasione, inoltre, saranno coinvolti anche gli Usar (Urban Search and Rescue). Procederemo con una prima sperimentazione più strutturata che vedrà impegnati vigili del fuoco e volontari a supporto. Domani inoltre istituiremo una Dicomac, Direzione di comando e controllo, al Cedir. Da domani il Centro direzionale sarà considerato un edificio strategico in questa ottica», ha spiegato ancora il direttore Domenico Costarella.

Grande attenzione ai sismi e all’area dello Stretto

Dunque un impiego di risorse umane e operative notevole che manifesta una importante attenzione al fenomeno è al suo impatto nell’area dello Stretto.

«Sono particolarmente contento che il Governo e il dipartimento nazionale di Protezione Civile abbiamo scelto la Calabria e l’area dello Stretto per questa esercitazione nazionale. La Regione sta lavorando e investendo molto sulla Protezione Civile, che ringrazio per il contributo atto ad assicurare interventi efficaci in termini mitigazione il rischio sismico», ha commentato il presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto.

Impegno essenziale ribadito anche dal presidente della regione Siciliana, Renato Schifani, collegato da remoto.

«Faccio appello ai cittadini affinché colgano questa preziosa opportunità di sensibilizzazione, non si allarmino ma si informino. Ci sarà anche la partecipazione di alcune scuole che hanno aderito alla simulazione di evacuazione.

Per noi sarà anche un’occasione per riorganizzare il nostro Centro operativo comunale Coc che è nostra intenzione trasferire dal Cedir al centro civico di Ravagnese», ha concluso il sindaco ff del Comune di Reggio Calabria, Paolo Brunetti.

Giornalista
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