Operazione Hermano

Traffico di droga, il tribunale della Libertà scarcera l’agente di commercio Salvatore Sanò

L’uomo è finito in carcere lo scorso 28 giugno perché colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip di Reggio Calabria

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di Redazione
19 agosto 2022
16:24
Foto d’archivio
Foto d’archivio

Scarcerato e rimesso in libertà Salvatore Sanò, indagato nell’inchiesta della Dda di Reggio Calabria denominata Hermano. L’agente di commercio è stato colpito da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere lo scorso 28 giugno, accusato di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti.

L’operazione Hermano ha rappresentato il culmine di una complessa attività d’indagine condotta dai carabinieri di Taurianova e coordinata dalla procura distrettuale di Reggio Calabria che ha portato all’arresto, nel dicembre 2017, di un uomo originario di Polistena, per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, e alla ricostruzione della filiera dello stupefacente e delle tecniche sofisticate messe in opera per eludere i controlli delle forze dell’ordine.


Più in particolare l’indagine ha accertato che, allo scopo di sviare i controlli di sicurezza in aeroporto, lo stupefacente veniva spesso trasportato in forma liquida, chimicamente intrisa nelle fibre di valigie o altri contenitori, come riscontrato in occasione di un rinvenimento eseguito a Biella, dove i carabinieri hanno sequestrato 250 grammi di cocaina trasportata in un trolley adottando questa modalità, insieme a due bidoni con all’interno del solvente che, con ogni probabilità, sarebbe poi servito al processo inverso di estrazione della sostanza.

In quella circostanza Sanò era presente nel parcheggio dove è stato effettuato il sequestro del trolley ma – come sarebbe stato dimostrato dal suo legale, l’avvocato Francesco Giuseppe Formica, attraverso lo studio delle intercettazioni ambientali e telefoniche utilizzate a suo carico, l’indagato non sapeva delle caratteristiche del materiale sequestrato, né parlava con gli altri indagati di “campioni” della sostanza illecita da trafficare, facendo egli invece riferimento, nelle conversazioni ambientali intercettate, ai “campioni” di materiale per l’edilizia (mattonelle) che erano contenuti nel cofano della sua autovettura e che egli proponeva per l’acquisto, durante la sua attività di agente commerciale, alle aziende visitate.

Il tribunale della Libertà di Reggio Calabria ha accolto la richiesta di annullamento dell’ordinanza cautelare avanzata dal legale di Sanò sulla base di questi presupposti, decidendo di rimettere in libertà il detenuto.

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