Trebisacce e quel braccio di ferro senza fine tra gli studenti e la prof

I ragazzi lamentano da sempre atti vessatori di violenza verbale compiuti giornalmente da una docente. Una storia avvolta da misteri dove spunterebbe addirittura una richiesta di risarcimento danni da 600mila euro. E intanto arriva un decreto di sospensione, ma è per la dirigente

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di Marco  Lefosse
23 gennaio 2019
16:46
Studenti a scuola
Studenti a scuola

Il braccio di ferro tra studenti e prof finisce con la sospensione della dirigente scolastica. Succede nella ridente e tranquilla Trebisacce dove ad inizio anno scolastico i ragazzi dello storico Liceo “Galilei” scesero in piazza, insieme ai loro genitori, per lamentarsi degli atteggiamenti reputati troppo “violenti” di una loro insegnante. Si tratterebbe di violenza verbali e calunnie, di atteggiamenti vessatori e prepotenti, tutti imputabili alla professoressa. Ma il condizionale è quanto mai obbligato perché la vicenda continua ad essere avvolta da misteri e forse anche leggende consumatesi tutte all’interno dell’istituto.

La storia viene a galla solo oggi perché c’è stata una presa di posizione ufficiale nei confronti della dirigente scolastica Maria Rosaria D’Alfonso, ma c’è chi è pronto a giurare (soprattutto i ragazzi e i loro genitori) sul lungo protrarsi di questa situazione. Addirittura da anni. E a testimonianza di ciò ci sarebbero – condizionale imperante – anche registrazioni e filmati che incastrerebbero l’insegnante.

Una richiesta di risarcimento danni di 600mila euro

Dicevamo, il bubbone è scoppiato ad ottobre scorso, quando al ripetersi delle “violenze” della docente i ragazzi del “Galilei” sono scesi in strada per protestare. Ed insieme a loro anche i sindaci di Trebisacce, Franco Mundo, e Amendolara, Antonello Ciminelli, quest’ultimo nella doppia veste di amministratore e genitore. Da allora in poi si è consumata, così, una vera e propria escalation di atti ufficiali e botta e risposta che sarebbero finiti, addirittura, alla carta bollata con la docente “incriminata” che avrebbe nientemeno che avanzato una richiesta di risarcimento danni di 600mila euro ad una delle classi “ribelli”. Non solo: da ottobre ad oggi, si sono celebrati consigli d’istituto infuocati e persino un Consiglio comunale aperto con al centro sempre questa incresciosa vicenda.

Intanto viene sospesa la dirigente

Una situazione che avrebbe destabilizzato in ultimo anche l’armonia dell’istituto, che in appena tre mesi ha perso circa 50 studenti, andati via per i conflitti interni con la prof, e dove si sarebbero creati fronti di guerra tra insegnanti scaturiti in querele. Ma di tutto questo, ufficialmente, non ci sono tracce. C’è però il decreto dell’Ufficio scolastico regionale che oggi ha assunto un provvedimento durissimo di sospensione di ben 4 mesi dall’incarico di dirigente d’istituto nei confronti della D’Alfonso, salutato positivamente dal sindaco di Trebisacce che in una sintetica nota stampa ha annunciato le azioni intraprese dall’Usr facendo gli auguri di buon lavoro al nuovo dirigente reggente Marilena Viggiano.

E nei confronti della docente “incriminata”? Nessuno ancora ha mosso nulla…

Giornalista
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