La commemorazione

Trent’anni fa l’omicidio dei coniugi Aversa: a Lamezia giornata di memoria e impegno nella lotta alla ’Ndrangheta

VIDEO | Cerimonia al Teatro Grandinetti in ricordo del sovrintendente e della moglie, trucidati il 4 gennaio del 1992. Il sottosegretario Molteni: «Lo Stato non arretrerà mai di fronte alle varie forme di criminalità organizzata»

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di Tiziana Bagnato
11 febbraio 2022
17:20

«Una giornata importante per Lamezia Terme, per l'Italia e per la Polizia di Stato. Oggi ricordiamo la memoria di un grande uomo, di un grande poliziotto e della moglie, servitori dello Stato che hanno sacrificato la sua vita per il paese per la sicurezza della comunità di Lamezia Terme».

L’abbraccio della città, l’abbraccio della Polizia di Stato e dello Stato, delle istituzioni e della politica, ma anche delle nuove generazioni, quelle che l’insegnante Lucia Precenzano l’hanno a malapena sentita nominare, ma che forse da oggi la ricorderanno e la immagineranno intenta a insegnare muovendosi tra lavagna, banchi e cattedra, finché un giorno, finite le feste natalizie, passata l’Epifania, non rientrò più in classe, inghiottita da una voragine, grande e nera chiamata ndrangheta, insieme al suo compagno di vita, il sovrintendente di Polizia Salvatore Aversa.


Omicidio coniugi Aversa, la commemorazione

Ad organizzare al Teatro Grandinetti la commemorazione alla presenza delle massime cariche istituzionali, civili e politiche Segreterie provinciali delle Organizzazioni sindacali Siulp e Fsp Polizia di Stato. Un teatro colmo in ogni ordine di posto. Il sottosegretario agli Interni Molteni ha sottolineato come sia «doveroso ricordare per non dimenticare ma, soprattutto, per poter continuare l'opera di questi valorosi rappresentanti delle forze di polizia, rappresentanti dello Stato che sono l'integrità, la genuinità, la sicurezza e la legalità. Lo Stato non arretrerà mai di fronte alle varie forme di criminalità organizzata».

Da quel 4 gennaio del 1992 seguirono anni di indagini farraginose, testimonianze ritirate, tante ombre e poche luci, tanto che c’è chi chiede una riapertura del caso. Ma soprattutto rimane una ferita non cicatrizzata per Lamezia che in quegli anni conobbe il sangue delle faide, il primo scioglimento del consiglio comunale, la lotta tra Stato e ndrangheta.


Presente il vice capo vicario della Polizia di Stato Maria Luisa Pellizzari: «I valori che queste due persone ci hanno insegnato sono di stimolo continuo per fermare le organizzazioni criminali. Organizzazioni che rispetto a trenta anni fa si muovono in maniera diversa, ma noi abbiamo capacità, strumenti, energie e l'impegno giusto».

Il ricordo di Lamezia

Il ricordo diviene oggi «un’arma incisiva per sensibilizzare la collettività, educare il senso civico dei più giovani, e tracciare insieme alle forze dell’ordine tutte e istituzioni, quel necessario percorso di liberazione della fragilità della nostra terra, i cui sogni e prospettive sono in ostaggio del malaffare. Il tempo trascorso ci ha permesso di comprendere come quelle morti così violente e ingiuste – dichiarano il Segretario Provinciale del Siulp, Gianfranco Morabito e il Segretario Nazionale della Fsp Polizia di Stato, Giuseppe Brugnano – non siano state vane, e quel sangue versato non sia andato disperso».

«Quel momento così drammatico impresso nelle menti e nei cuori dei colleghi ha rappresentato un punto di svolta per la riemersione di una coscienza civile di Lamezia Terme e non, uno squarcio profondo che ha marcato il confine netto e per le scelte civiche affrontate e che ancora oggi ci vogliono protagonisti. Per questo le due Organizzazioni sindacali della Polizia di Stato – concludono - hanno voluto promuovere una iniziativa di ricordo e di riflessione trovando piena adesione da parte del Capo della Polizia, del sottosegretario Molteni, e di tutte le istituzioni locali come dimostrano anche il sostegno del Consiglio regionale della Calabria e del Comune di Lamezia Terme».

Giornalista
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