Tribunale di Vibo, quattro nuovi magistrati. «Benvenuti, questo è un posto di frontiera»

VIDEO-FOTO | L’insediamento del pm Rebecchi e dei giudici Loffredo, Calafiore e Di Mauro. L’incoraggiamento del procuratore Falvo: «Subito in trincea». Il presidente Di Matteo: «Rinascita Scott chiamerà tutti noi ad un grande sacrificio»

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di Pietro Comito
18 novembre 2020
17:40

L’entusiasmo della giovane età, l’austerità della toga. «Entrate subito in trincea», dice loro il procuratore Camillo Falvo. A Vibo Valentia s’insediano i quattro nuovi magistrati assegnati dal Consiglio superiore della magistratura a rinforzo di uno degli avamposti giudiziari del profondo Sud: Maria Cecilia Rebecchi, pubblico ministero, Francesca Loffredo e Gaia Calafiore, giudici del Tribunale civile, Tiziana Di Mauro, giudice della Sezione Lavoro. Cerimonia condizionata dalle restrizioni anti-Covid, ma estremamente significativa, davanti al presidente del Tribunale Antonio Erminio Di Matteo, al capo della Procura ed ai colleghi delle diverse sezioni, il cui impegno ha tracciato il solco del rilancio degli uffici giudiziari vibonesi dopo anni di sofferenze e carenze d’organico, solo il parte fino ad oggi sopperite. Ma la via è tracciata.

 

«È un posto di frontiera - spiega il capo dell’ufficio requirente - Vedrete cose che altri colleghi, in altri posti, non hanno la possibilità di vedere. Sarà difficile ma allo stesso tempo entusiasmante». È così. Il pm Rebecchi, modenese, trentenne, va ad occupare la casella vacante di una Procura tempratasi nel duro ed ammirevole sacrificio di un gruppo di pm tutti giovanissimi - durante la malattia dell’allora responsabile dell’ufficio Bruno Giordano, poi prematuramente scomparso - e poi nel carisma del nuovo procuratore Falvo. I giudici Loffredo e Calafiore vanno a rinforzare, invece, un Tribunale civile che nell’amministrare la giustizia in modo autorevole e credibile, malgrado le scoperture è riuscito non solo a ridurre sensibilmente l’arretrato ma, quando si è reso necessario, ha anche saputo sostenere l’attività delle altre sezioni. L’arrivo del giudice Di Mauro, infine, finisce col rappresentare un’autentica boccata d’ossigeno proprio per una delle sezioni in maggiore sofferenza.

 

Un messaggio di incoraggiamento ma anche di responsabilità è stato rivolto alle giovani colleghe anche dal presidente Di Matteo. Questo - rammenta - sarà il Tribunale che giudicherà gli imputati del maxiprocesso Rinascita Scott, uno dei procedimenti penali più importanti della storia giudiziaria italiana. «Può rappresentare un’occasione importante per tutto il territorio calabrese e non soltanto per Vibo Valentia - evidenzia -. È un impegno rispetto al quale siamo tutti fortemente concentrati, non soltanto chi dovrà sostenere l’onere di celebrare il dibattimento, ma anche tutti gli altri. Perché ci sarà bisogno di sostenere con tutte le forze, tutto il resto del lavoro che c’è da fare, che non è poco». Parole accompagnate, poi, dal saluto di Filippo Accorinti, in rappresentanza dell’Ordine degli avvocati, che ha riconosciuto la crescita di autorevolezza, registratasi nel corso degli ultimi anni, del sistema giudiziario locale.

 

Insomma, quattro nuovi magistrati che arrivano in una fase di transizione delicata ed importante, in un territorio nel quale sovente sono stati l’ingiustizia e la violenza, e non il diritto, gli strumenti per la risoluzione delle controversie. Ma tutto può cambiare, in quella che non vuol più essere l’ultima, povera e complessa provincia d’Italia. Così bella, eppure così triste.

Giornalista
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