Tropea, pugno di ferro contro venditori e massaggiatori ambulanti

Bandite le due categorie dalle spiagge e dal centro cittadino. Sanzioni fino a 500 euro anche per chi usufruisce delle prestazioni

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di Redazione
26 giugno 2019
11:02
Una massaggiatrice ambulante
Una massaggiatrice ambulante

Pugno di ferro dell’amministrazione comunale di Tropea contro massaggiatori e venditori ambulanti. Con l'ordinanza numero 16 il sindaco Giovanni Macrì ha infatti posto il divieto, «lungo tutto il litorale marino del Comune di Tropea, nonché nelle vicinanze dello stesso», di «offrire e usufruire, a qualsiasi titolo, prestazioni, comunque denominate, riconducibili a massaggi estetici o terapeutici da parte di soggetti ambulanti». In pratica, chi chiederà alle numerose donne asiatiche che affollano le spiagge un massaggio sarà soggetto a una contravvenzione che va da 125 a 500 euro. Stesso trattamento per le massaggiatrici.

 

Un provvedimento reso necessario perché «nell’esecuzione dell’attività di cui trattasi, l’igiene personale dell’operatore e, in particolare, l’igiene delle mani è fondamentale per prevenire la trasmissione di infezioni cutanee, quali, ad esempio, verruche e dermatofitosi», e in quanto «nell’attività in questione vengono spesso utilizzati oli, pomate, creme, unguenti e altri prodotti, la cui composizione e la cui origine non sono note e che potrebbero generale fenomeni di fotosensibilizzazione della pelle, anche in considerazione dell’ambiente in cui vengono applicati, nonché altre affezioni cutanee».


Di simile tenore l’ordinanza numero 17, con la quale si vieta «in assenza di specifica autorizzazione, il commercio ambulante in forma itinerante». Vu cumprà quindi banditi dalle spiagge e dal centro cittadino, visto che, secondo quanto riportato nel documento, «arrecano disturbo con pratiche di vendita aggressive e moleste; che nell’attività in questione vengono spesso posti in vendita beni contraffatti ovvero sprovvisti di certificazioni conformi alla vigente normativa; e che il particolare contesto in cui detta illecita attività si svolge mina alla sicurezza pubblica, all’immagine della città e arreca un danno economico alle attività commerciali». Anche qui la sanzione pecuniaria parte da 125 euro per arrivare a 500, ma solo per il venditore.

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