L’operazione

Truffa all’Unione europea, indagati due imprenditori agricoli nel Reggino: confiscati beni per 163mila euro

La presunta frode è stata perpetrata dai due coniugi che avrebbero dichiarato di gestire dei fondi agricoli di cui non avevano alcuna legittima disponibilità

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di Redazione
27 luglio 2022
12:58

I carabinieri del Reparto tutela agroalimentare di Messina hanno eseguito un’ordinanza emessa dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Palmi su richiesta della Procura europea – Ufficio dei procuratori europei delegati per Sicilia e Calabria – con la quale è stato disposto il sequestro preventivo, finalizzato alla confisca, di denaro e beni immobili per 163mila euro, profitto di reato, nei confronti di due coniugi residenti nel Reggino. Il provvedimento ha disposto anche il sequestro di 39 titoli di pagamento (c.d. diritti all’aiuto) di origine delittuosa, di norma assegnati dall’Agea, agli aventi diritto in base agli ettari di terreno agricolo dichiarati in conduzione.

Secondo l’ipotesi accusatoria formulata dai Pm della Procura europea, gli indagati avrebbero commesso reiterate condotte illecite volte al conseguimento di erogazioni pubbliche nel settore degli aiuti alle imprese agricole, concessi nell’ambito della Politica agricola comune (Pac). Il provvedimento scaturisce dalle investigazioni svolte dal Reparto tutela agroalimentare di Messina, competente per le regioni Sicilia e Calabria, che hanno permesso di accertare la truffa aggravata finalizzata a conseguire fraudolentemente sia “Titoli di pagamento” (necessari per accedere al regime di pagamento unico previsto dalla Pac), sia ingenti contributi pubblici destinati al settore agricolo ed erogati dall’Arcea.


La truffa è stata perpetrata dai due coniugi dichiarando in conduzione fondi agricoli di cui non avevano alcuna legittima disponibilità poiché i loro contratti di acquisto con patto di riservato dominio stipulati con l’Ismea, erano stati successivamente risolti, uno per morosità dell’acquirente e l’altro a seguito dell’emissione dell’interdittiva antimafia nei confronti del contraente. L’esecuzione della misura cautelare, oltre a interrompere l’attività delittuosa, permette di preservare – ai fini della confisca – somme di denaro e beni immobili (fabbricati e terreni) per un valore complessivo pari agli importi percepiti fraudolentemente dagli indagati in spregio alle normative e in danno dei tanti imprenditori onesti.

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