Inchiesta “Bis in idem” su truffa alla Regione, prescrizione per 9 indagati

A giudizio per turbata libertà degli incanti l’ex presidente della Provincia di Vibo Valentia Francesco De Nisi

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5 febbraio 2020
15:05
Un’aula di tribunale
Un’aula di tribunale

Finisce in prescrizione per 9 imputati il procedimento penale nato dall’inchiesta denominata “Bis in Idem” scattata il 20 maggio 2014 con 9 arresti (poi non confermati dal Tribunale del Riesame), e sequestri per 30 milioni di euro, per far luce su una presunta truffa ai danni della Regione. 

 

La nullità della richiesta di rinvio a giudizio decisa il 13 giugno 2017 dal gup del Tribunale di Vibo Valentia, Gabriella Lupoli – a seguito della mancata notifica ad alcuni indagati dell’avviso di conclusione delle indagini preliminari (pm Michele Sirgiovanni che aveva avanzato la richiesta di rinvio a  giudizio il 14 febbraio 2017) – ha di fatto reso concreto il rischio prescrizione dei reati di truffa, falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture.

Le persone coinvolte

Ne beneficiano (non avendo nessuno di loro rinunciato alla prescrizione): Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop; Santo Romano, 70 anni, di Catania (avvocato Domenico Colaci), membro del consiglio d’amministrazione; Gerardino Garrì, 44 anni, di Vibo, dipendente dell’Eurocoop (avvocato Francesco Lione); Anna Maria Lucia Battaglia, 60 anni, di Soverato (avvocati Crescenzio Santuori, Francesco Iacopino e Biagio Divece); Michelina Ricca, 71 anni, di Cosenza (avvocato Vincenzo Ioppoli); Mario Nicolino, 50 anni, di Pizzo Calabro, funzionario della Provincia di Vibo (avvocato Costantino Casuscelli); Bruno Calvetta, 60 anni, di Vibo Valentia (avvocati Costantino Casuscelli e Vincenzo Ioppoli), già dirigente generale del Dipartimento 10 della Regione; Salvatore Zappulla, 57 anni, di Reggio Calabria (avvocato Gaetano Vizzari) e Antonio Michele Franco, 57 anni, di Reggio Calabria (avvocato Francesco Rombolà), membri della Commissione valutazione per il bando e funzionario dell’Unità di crisi del Dipartimento numero 10 della Regione Calabria; Elisa Maria Mannucci, 63 anni, di Squillace, responsabile del procedimento amministrativo dell’avviso pubblico finito al centro dell’inchiesta e membro della commissione di valutazione del medesimo bando (avvocato Italo Reale).

 

La prescrizione per i reati di falso ideologico e frode nelle pubbliche forniture è stata disposta dal gup per: Antonio Vinci, 67 anni, di San Gregorio d’Ippona, ex dirigente della Provincia di Vibo. Prescrizione per il reato di frode nelle pubbliche forniture per: Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop.

 

A giudizio per il reato di abuso d’ufficio vanno: Silvio Claudio Pellegrino, 66 anni, di Catania (avvocati Francesco Lione e Cristina Agostinelli) e Concettina Di Gesu, 68 anni, di Vibo, presidente della Commissione di valutazione per il bando pubblico finito al centro dell’inchiesta (avvocato Maria Antonietta La Monica).

 

Per il reato di turbata libertà degli incanti rinviati invece a giudizio: Francesco De Nisi, 52 anni, di Filadelfia, ex presidente della Provincia di Vibo Valentia (avvocato Giovanni La Caria); Antonio Vinci, 67 anni, di San Gregorio d’Ippona, ex dirigente della Provincia di Vibo Valentia (avvocato Giuseppe Altieri); Simone Josè Golino, 45 anni, di Mascalucia (Ct), amministratore e legale rappresentante pro tempore dell’Eurocoop.

 

A disporre il rinvio a giudizio ed a decidere per la prescrizione per gli altri reati è stato il gup del Tribunale di Vibo Valentia Marina Russo.

L’ipotesi della Procura

Secondo la ricostruzione accusatoria, alcune aziende beneficiarie della cassa integrazione guadagni in deroga avrebbero impiegato i medesimi lavoratori durante i periodi di fruizione dei benefici della Cig. Tali aziende avrebbero prestato i loro servizi per società come la Eurocoop, impegnata all’epoca nello smaltimento dei rifiuti a Vibo ed altri comuni del Vibonese. In pratica, gli indagati sarebbero riusciti a far avere doppi contributi per gli stessi lavoratori in cassa integrazione che così alle aziende non sarebbero costati nulla, atteso l’ottenimento di incentivi pubblici per il mantenimento dei livelli occupazionali. Tali benefici ed incentivi economici da parte del Dipartimento Lavoro della Regione Calabria sarebbero stati erogati, secondo l’accusa, del tutto illegittimamente.

Parti offese nel procedimento la Provincia di Vibo Valentia, la Regione Calabria ed il Ministero del Lavoro. Il processo si aprirà il 7 aprile prossimo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia.

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