Turismo venatorio tra Castrovillari e Terranova, denunciati otto cacciatori

Sorpresi mentre attiravano gli uccelli con richiami elettromagnetici vietati dalla legge. Diversi gli esemplari protetti che avevano già abbattuto

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di Vincenzo Alvaro
3 novembre 2020
09:08

Cacciatori provenienti dal Veneto in tour venatorio a Castrovillari sono stati scoperti dai Carabinieri Forestale della Stazione locale dopo aver abbattuto avifauna protetta. L’operazione dei militari è avvenuta nei giorni scorsi in località “Campolescio” del Comune di Castrovillari proprio nei pressi dell’ex isola ecologica.

 


I forestali attirati dagli spari li hanno sorpresi mentre esercitavano l’attività venatoria con richiami acustici elettromagnetici posizionati all’interno di un terreno al fine di attirare gli uccelli. Richiami vietati dalla normativa che regola la caccia e che invece sono spesso in uso al fine di attirare maggiormente gli uccelli. Il controllo ai cacciatori, tutti della provincia di Vicenza, ha inoltre accertato che oltre all’utilizzo di strumenti non consentiti nel loro carniere sono state anche trovate specie particolarmente protette quale il passero comune, pispola, verzellino e codirosso, la cui caccia è assolutamente vietata. Si è subito provveduto a sequestrare le armi, il munizionamento, oltre 60 capi abbattuti e diversi richiami elettromagnetici in loro possesso. I tre dovranno rispondere oltre che di attività venatoria con mezzi non consentiti anche di abbattimento di specie la cui caccia è vietata.

 

Altra operazione antibracconaggio, sempre dei Carabinieri Forestale di Castrovillari è avvenuta nei giorni scorsi nel comune di Terranova da Sibari. Questa volta ad essere sopresi con mezzi vietati a caccia, anche questa volta richiami elettromagnetici, sono stati cinque cacciatori: un bresciano, due vicentini e due coriglianesi. Anche in questo caso i militari giunti sul posto hanno provveduto al sequestro delle armi, di alcune allodole appena abbattute (specie cacciabile) e di quattro richiami vivi poiché il controllo di questi animali ha anche evidenziato la contraffazione degli anelli di identificazione e portato pertanto alla denuncia di uno dei cacciatori per contraffazione di sigilli. Gli animali sono temporaneamente custoditi presso il cras di Rende.

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