Clemenza

Uccise rapinatore nel Reggino, Mattarella gli concede la grazia e torna libero

Michele Strano doveva scontare ancora un anno di carcere. A Delianuova nel 2012, durante la rapina nel supermercato di famiglia i banditi avevano ucciso suo fratello. Fondamentale per la decisione del Capo dello Stato la riconciliazione tra le due famiglie

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di Redazione
9 dicembre 2021
20:20

Doveva scontare sei anni, due mesi e 20 giorni di carcere per avere ucciso uno dei rapinatori che facendo irruzione nel supermercato di famiglia avevano ucciso suo fratello. Ma oggi Michele Strano, di 53 anni, di Delianuova, ha avuto un provvedimento di clemenza da parte del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che lo ha graziato di un anno di reclusione.

La rapina a Delianuova nel 2012

Strano era stato condannato per omicidio volontario. Il 7 aprile del 2012, vigilia di Pasqua, due rapinatori fecero irruzione verso le 20 nel supermercato di famiglia. Nelle concitate fasi della rapina, nel corso di una colluttazione, rimase ucciso a colpi di pistola il fratello di Michele, Giuseppe. Nella colluttazione successiva, fu ferito anche uno dei banditi, Luigi Napoli, che fu poi abbandonato per strada, morto, dai suoi complici.


In un primo momento si pensò che a sparare il colpo che ferì mortalmente il giovane rapinatore fosse stato lo stesso titolare del supermercato. Ma nel proseguo delle indagini, i sospetti caddero su Michele Strano che poi andò a giudizio e fu condannato, anche se con le attenuanti.

Secondo la ricostruzione dell'epoca, Michele Strano arrivò al supermercato quando il fratello era già riverso in terra ed ingaggiò una nuova colluttazione con il rapinatore armato. Un colpo partì dalla pistola e ferì mortalmente Napoli.

Perdono e pace tra le due famiglie

Prima che la giustizia facesse il suo corso, le famiglie delle due vittime avviarono sin da subito un percorso di pacificazione con uno scambio di segni di pace. Pochi giorni dopo il delitto, infatti, la moglie di Giuseppe Strano pronunciò parole di perdono nei confronti di Napoli e la madre di quest'ultimo affidò al parroco di Cinquefrondi un messaggio di risposta sancendo la pacificazione tra le famiglie. Un riavvicinamento sancito nel corso di una messa alla quale parteciparono anche i parenti degli altri due giovani che avevano partecipato alla rapina.

Ed è stato proprio il percorso di riconciliazione avvenuto tra i familiari delle due vittime uno degli elementi che ha spinto il Capo dello Stato a graziare Michele Strano. Per la decisione ha anche tenuto conto del parere favorevole formulato dal procuratore generale. E così Michele Strano, da oggi torna ad essere un uomo libero.

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