L’avvocato aveva oltre trent’anni di esperienza e l’abilitazione per gli elicotteri. Dalla scuola di volo della Capitale il ritratto di un pilota prudente, mentre resta il mistero sul volo verso Sibari: «Sappiamo che ha incontrato una perturbazione»
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Alla Fly Roma, la scuola di volo sulla Prenestina che Carlo Arnulfo frequentava abitualmente, nessuno riesce a spiegarsi cosa possa essere accaduto domenica mattina durante il volo tra Capo d'Orlando e Sibari. L'avvocato romano, a bordo di un Tecnam P2008 insieme alla collega Angela Buccico, è ancora disperso e non ci sono più certezze sulla sorte dell'ultraleggero.
A descrivere Arnulfo come un pilota particolarmente esperto è Italo Marini, presidente della Fly Roma. «Stiamo parlando di un pilota esperto ed estremamente prudente», racconta al Messaggero. Arnulfo aveva alle spalle oltre trent'anni di esperienza di volo e possedeva anche l'abilitazione per pilotare elicotteri. Prima di ogni partenza, secondo quanto riferito da chi lo conosceva, prestava grande attenzione alle procedure di sicurezza, compreso l'utilizzo del giubbotto salvagente.
Anche le condizioni del velivolo, almeno sulla base delle informazioni disponibili prima della partenza, non sembravano destare preoccupazioni. A confermarlo è Andrea Alessandrini, medico chirurgo e comproprietario del Tecnam P2008. «Mi ha scritto alle 7:30 per dirmi che era in partenza da Capo D'Orlando e che in tarda mattinata sarebbe atterrato qui alla Fly Roma», racconta. Alessandrini attendeva il rientro dell'ultraleggero perché avrebbe dovuto utilizzarlo successivamente per un viaggio già programmato.
La perturbazione incontrata durante il volo
Il tratto di mare e cielo percorso tra la Sicilia e la Calabria resta dunque al centro delle domande. Secondo Alessandrini, durante il tragitto Arnulfo avrebbe incontrato una perturbazione. Tra le ipotesi avanzate c'è anche quella di un possibile disorientamento, ma al momento non ci sono elementi sufficienti per stabilire cosa sia realmente accaduto.
«Carlo non è un pilota spericolato», sottolinea Alessandrini parlando con il quotidiano romano. «L'unica cosa che sappiamo è che durante il tragitto tra Capo D'Orlando e Sibari ha incontrato una perturbazione: potrebbe aver perso l'orientamento». Chi lo conosce, però, continua a fare affidamento sulla sua esperienza e sulla sua prudenza.
Dalla professione forense al Consiglio giudiziario
Quella per il volo è solo una delle passioni di una figura con una lunga carriera nel mondo della giustizia. Carlo Arnulfo è avvocato dal 1991 e tra il 2012 e il 2016 ha fatto parte del Consiglio giudiziario presso la Corte d'appello di Roma, su designazione del Consiglio nazionale forense.
Nel corso della sua attività professionale ha assunto la difesa di diversi magistrati, tra cui Mario Fontana, Wilma Mazzara e Annalisa Tesoriere, coinvolti nella vicenda giudiziaria relativa alla presunta trattativa Stato-mafia. Nel procedimento furono indagati e poi assolti gli ex ufficiali dei carabinieri Mario Mori e Mario Obinu.
Le battaglie giudiziarie con Rita Rusic e Cecchi Gori
Tra i casi più noti affrontati da Arnulfo ci sono quelli legati a Rita Rusic e Vittorio Cecchi Gori. Il rapporto professionale con l'attrice e produttrice cinematografica dura da oltre dieci anni e ha riguardato anche una lunga controversia sull'utilizzo di un attico in via Platone, nella zona di Monte Mario.
Ancora più complessa è la vicenda legata al dipinto «Wine of Babylon» di Jean-Michel Basquiat, un'opera dal valore stimato nel testo in circa 18 milioni di euro e al centro di una controversia tra Rusic e Cecchi Gori.
Nel 2010 l'opera era stata indicata come compenso per le prestazioni professionali dell'avvocato Giovanni Nappi, mentre il quadro si trovava nella disponibilità di Rusic. Da allora, secondo quanto riportato, non è stato chiarito dove sia finito.
La vicenda ha avuto anche un risvolto penale: la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari per Rusic, contestandole i reati di tentata estorsione, autoriciclaggio e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice. Il 15 giugno Arnulfo è riuscito a evitare alla sua assistita la misura cautelare, mentre il procedimento resta aperto.
Oggi, però, la sua attività professionale e la passione per il volo restano sullo sfondo di una vicenda ancora senza risposte: quelle ultime ore tra Capo d'Orlando e Sibari e il mistero sulla sorte dell'ultraleggero su cui viaggiava insieme ad Angela Buccico.


