Carlo Arnulfo, proprietario del velivolo e pilota esperto, non avrebbe richiesto né il monitoraggio del volo né l’autorizzazione a sorvolare lo spazio aereo di Lamezia Terme. La compagna Angela Buccico, pochi minuti dopo il decollo, ha scattato e inviato una foto di Stromboli a un conoscente. Da quel momento, nessun altro contatto
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
In foto, l'area dove sono concentrate le ricerche dell'ultraleggero disperso
Un'ora e cinquanta minuti. Questo il tempo in cui il Tecnam P2008 pilotato da Carlo Arnulfo - che ne era anche proprietario - avrebbe dovuto coprire la tratta da Capo d'Orlando, in provincia di Messina, alla pista dell'elisuperficie Sibari Fly.
Se tutto fosse filato liscio, l'ultraleggero - decollato alle 9.30 - avrebbe dunque dovuto toccare terra intorno alle 11 e 20. Alle 10.05, Angela Buccico, che viaggia come passeggera, scatta una fotografia all'isola di Stromboli e la invia. Poi, nessun'altra comunicazione.
Il mancato arrivo presso lo scalo cosentino non crea allarme tra i responsabili della Sibari Fly: il messaggio WhatsApp - che Arnulfo aveva promesso di inviare prima del decollo da Capo d'Orlando - non è mai stato mandato. Nessuno, quindi, è informato della circostanza che l'ultraleggero in realtà sia già partito.
La macchina dei soccorsi si mette in moto soltanto nel tardo pomeriggio di domenica, intorno alle 17.30, dopo che un parente di Angela Buccico ha contattato la Sibari Fly per chiedere se la coppia fosse arrivata a Sibari, come da programma.
Il pilota, forte della propria esperienza, avrebbe deciso di gestire il volo in totale autonomia. I responsabili del campo volo di Capo d'Orlando, infatti, spiegano che, prima del decollo, è possibile contattare la società Roma Informazioni, preposta al controllo in tempo reale degli aerei. Il monitoraggio prevede un contatto radio ogni mezz'ora, dalla partenza fino all'atterraggio.
Dal Volo club Capo d'Orlando, inoltre, fanno sapere che, giunto nei pressi dello scalo aeroportuale di Lamezia Terme, Arnulfo avrebbe dovuto chiedere l'autorizzazione al sorvolo dello spazio aereo: a quanto pare però, dal Tecnam P2008 questa richiesta non è mai arrivata.
È per questo motivo che i responsabili dell'elisuperficie messinese non escludono che il velivolo possa avere avuto qualche avaria al sistema radio.
L'ultraleggero, dopo aver sorvolato il mare, giunto nei pressi della costa del basso tirreno cosentino - tra Falconara Albanese e Fuscaldo, dove il cellulare di Angela Buccico ha agganciato una cella telefonica - dovrebbe avere virato sulle montagne della Crocetta, per poi proseguire verso Sibari. Dal campo volo di Capo d’Orlando escludono un eventuale ammaraggio: «In questo periodo ci sono tantissime imbarcazioni in mare, e qualcuno se ne sarebbe accorto di sicuro».
Cosa è successo a questo punto? Pare che, nella mattinata di domenica, le condizioni meteo sulla zona non fossero delle migliori. La vegetazione, in tutta l'area è molto fitta, e questo ha reso difficoltose le ricerche. Non è detto, poi, che il Tecnam P2008, dopo essersi schiantato a terra, debba per forza aver preso fuoco.
L'ultraleggero è dotato infatti di un paracadute balistico, progettato per rallentarne la caduta, e rendere meno violento l'impatto. Ma non siamo in grado di affermare se Arnulfo abbia avuto il tempo di azionarlo o meno. Tra le cause all’origine dell'incidente, anche la possibilità che il pilota abbia avuto un malore. In questo caso, però, da parte della compagna sarebbe dovuto partire un SOS, di cui però non sembra esserci traccia.

