Vaccini Covid nelle scuole dei parenti, dirigente dell'Asp di Reggio si difende: «Scelta obbligata»

VIDEO | Gabriella Eburnea collega la scelta logistica nella Piana al terremoto giudiziario che avrebbe reso poco collaborativo il municipio rosarnese. Ora la base vaccinale è stata trasferita a Taurianova, il paese del presidente Spirlì (ASCOLTA L'AUDIO)

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di Agostino Pantano
13 febbraio 2021
18:42

«Dovevamo utilizzare locali messi a disposizione del comune di Rosarno, ma viste le vicende recenti abbiamo optato per una scuola di quella cittadina che solo per caso è diretta da mio fratello». Così si difende Gabriella Eburnea, funzionaria dell’Asp di Reggio Calabria – e responsabile della prima e per ora unica campagna di vaccinazione negli istituti scolastici calabresi – al centro di un caso, per l’estemporaneità di una somministrazione durata lo spazio di un mattino. Infatti, tornando nella Scopelliti-Green diretta da Giuseppe Eburnea si scopre che sono vuoti i locali che il preside aveva considerato – per la loro ampiezza – alla base della scelta fatta dall’azienda che aveva mandato proprio la Eburnea a effettuare le vaccinazioni.

«Oggi non si fa niente e non so quando ci sarà disponibilità di dosi», ammette il preside mentre la sorella informa: «Pomeriggio siamo a Taurianova in un locale messo a disposizione del sindaco, vaccineremo il personale scolastico e le forze dell’ordine». Per l'Asp di Reggio, quindi, sono mantenute le priorità indicate dal Piano nazionale - l'Azienda ha infatti iniziato anche la vaccinazione degli over 80 - destinando le nuove dosi arrivate, quelle della società Astra Zeneca che non può  essere somministrato agli anziani, alle categorie esposte, tra cui il personale scolastico. Una vaccinazione itinerante, che oggi approda nel paese del presidente Spirlì, ma quando si chiede alla funzionaria se esiste un Piano locale dettagliato, lei sembra trabballare: «Si vada a leggere le disposizioni della circolare della presidenza del Consiglio», è l'invito evasivo.


La funzionaria però conferma che la scuola rosarnese rimane Punto vaccinale per quella zona, «non abbiamo vaccinato il personale solo della scuola di mio fratello», aggiunge prima che cada la linea telefonica. In realtà anche nelle altre scuole beneficiate della prima e per ora ultima somministrazione, è posto ai vertici un altro familiare stretto della funzionaria, il marito Biagio Laruffa, che è vice preside dell’Istituto comprensivo di Laureana di Borrello. Il professore stamattina non c’era, nel plesso centrale, o meglio il cronista è stato fatto attendere in anticamera per più di mezzora, salvo poi erigergli davanti un muro impenetrabile: «No, il professore non c’è».

La famiglia in questo caso non è al completo, come il Piano delle vaccinazioni per il personale scolastico che a Rosarno non si sa se e quando riprenderà – dando l’impressione che quello di ieri sia stato un battesimo frettoloso e fortunato – visto che il preside spiega: «Ieri sono arrivate poche dosi, non dipende da noi, quando ne saranno disponibili altre ce lo comunicheranno». 

L'intera vicenda sembra mandare in soffitta la proposta Spirlì, che incontrando i sindacati della scuola aveva paventato la chiusura dei plessi per consentire le vaccinazioni, e conferma il working progress del Piano Longo che, varato a gennaio, viene riadattato alla luce delle riunioni della conferenza Stato-Regioni che si susseguono, lavoro di limatura reso necessario dal taglio delle dosi del vaccino Pfizer. Il mondo della scuola, che in Calabria nei giorni scorsi aveva chiesto a gran voce di anticipare la somministrazione - il Piano Longo non fissava date precise, ma veniva ipotizzato un intervento solo alla fine della campagna per gli ottuagenari - ora attende di capire se l'accelerazione inferta dalla azienda reggina, può essere replicata in tutta la regione.

Giornalista
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