Vaccini, il Gom di Reggio: «Per i pazienti fragili dosi per tutti e sempre disponibili, non serve accalcarsi»

Dopo il caos dei giorni scorsi, l'ospedale corre ai ripari con una nuova organizzazione per evitare assembramenti. Garantite 50 somministrazione ogni mezz'ora

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di Elisa Barresi
8 marzo 2021
11:56

Il Gom trova, nel giro di poche ore, la soluzione alle criticità che giorno 5 hanno portato a creare assembramenti al piano vaccinale tra i pazienti fragili. Ancora una volta le professionalità sanitarie non vengono messe in discussione ma, in questa fase delicata dove paure e ansie la fanno da padrona, l’organizzazione ha un ruolo centrale e anche un piccolo difetto di comunicazione può creare episodi come quelli a cui abbiamo assistito.

Quiete dopo la tempesta

Poche ore di caos non vanificheranno il duro lavoro fatto dal Gom in questo anno di emergenza e, infatti, «essendo il primo giorno è stato necessario comprendere come la popolazione avrebbe reagito a questa fase. La cattiva abitudine di fare file all’alba per avere l’agognata dose di vaccino è quella che più di tutte – secondo la direzione sanitaria – sta inficiando il duro lavoro fatto dagli operatori che, invece, in un solo giorno riescono a vaccinare anche 800 persone». Serve la collaborazione di tutti, questo è chiaro, e serve un’organizzazione rigida e informazioni puntuali per evitare di esporre al contagio pazienti fragili.


Modifiche apportate al sistema

Ma andiamo con ordine: «Tenendo conto che il grande ospedale metropolitano è Hub non ha mai avuto una funzione di centro vaccinale esterno, è stato necessario valutare e tarare il sistema dei flussi» - ci spiega il commissario Fantozzi. Un solo giorno è bastato per mettere in luce i punti deboli e correre ai ripari. 

«Intanto da oggi il centro vaccinale apre le porte alle 8.30, un’ora prima, i pazienti vengono contattati preventivamente per avere una data in cui presentarsi e, soprattutto, onde evitare l’arrivo spontaneo ancor prima dell’apertura, sono stati interdetti tutti gli accessi e al piano vengono fatti salire 20 pazienti per volta. Si è creato un checkpoint esterno che permette di inviare al punto vaccinale scaglioni di persone numericamente accettabili sì da potere mantenere il distanziamento. Tra l’altro lo spazio esterno, dove è collocato il checkpoint, consente la tenuta di un numero alto di persone».

I numeri

Una soluzione che, già vedendo le immagini di questa mattina, sembra aver dato i frutti sperati. Ma restano i nodi sull’informazione e la comunicazione che, quando rivolta a pazienti fragili o anziani, non è sempre facile da veicolare. Proviamo a dare qualche informazione utile a non generare confusine: i vaccini per i pazienti fragili al Gom sono disponibili sempre – conferma la Fantozzi – non vi è alcuna carenza e, di conseguenza, non è necessaria una corsa mattutina per accaparrarsi una dose. Anzi, sarebbe opportuno rispettare le indicazioni del medico per scongiurare assembramenti e, quindi, contagi che nel caso dei pazienti fragili potrebbero essere fatali.

Inoltre, il Gom ha organizzato, già dalla prima fase, 6 postazioni garantendo così 50 vaccinazioni ogni mezz’ora. Questo, ci ha confermato la commissaria Iole Fantozzi, consente di vaccinare tutti senza la necessità di accalcarsi. Giorno 5, infatti, il Gom diversamente da quanto accade nelle alte province ha vaccinato in un solo giorno 765 pazienti Questa è la mission dell’ospedale: fare presto per mettere in sicurezza la popolazione più esposta e fragile ma per fare questo è necessaria anche la collaborazione della popolazione.

Carenza del personale

Insomma, dal Gom la soluzione ai problemi emersi nei primi giorni è stata trovata. Un percorso dedicato, ingresso unico e orari definiti. Ma questo non può e non deve bastare perché parliamo sempre e comunque di persone. Il personale dedicato a questa campagna vaccinale è praticamente volontario, lavora ininterrottamente e la carenza organica che ormai da anni sta mettendo in affanno l’intera struttura non deve passare in secondo piano. La pandemia sta facendo il suo corso e ha sfiancato chi in quelle corsie sta lasciando corpo e anima. Continuiamo, invece, a chiederci perché non sbloccare le assunzioni per dare ossigeno a chi da oltre un anno combatte senza sosta e ormai è allo stremo?

Giornalista
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