Vaccini in Regione, i dubbi dei sindacati: «Che fine hanno fatto 1700 dosi avanzate?»

La Cittadella ha comunicato che sono 688 i lavoratori regionali che sono stati immunizzati ma secondo Cgil, Cisl e Uil la richiesta ufficiale era per 2390 iniezioni: «I conti non tornano»

di Redazione
27 maggio 2021
17:33

Che fine hanno fatto i vaccini avanzati dall’immunizzazione dei dipendenti regionali? È questo, in estrema sintesi, l’interrogativo che Cgil, Cisl e Uil pongono alla giunta regionale, sostenendo che all’appello mancherebbero circa 1.700 dosi delle 2.390 richieste dalla Cittadella per procedere all’immunizzazione di dipendenti, consulenti e lavoratori che comunque frequentano la sede regionale.

«Il 5 maggio scorso – spiegano in una nota i segretari aziendali e regionali del settore Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil - è stato sottoscritto il Protocollo per la vaccinazione dei dipendenti della Regione Calabria, in coerenza con il protocollo nazionale fortemente voluto dalle scriventi organizzazioni sindacali. Il protocollo prevedeva un punto straordinario di vaccinazione presso la Cittadella Regionale. L'Ente asserisce di aver attivato le vaccinazioni il 18 maggio anziché il 20 come effettivamente accaduto e altresì di aver vaccinato complessivamente 688 lavoratori su base volontaria. Nel protocollo era previsto che i vaccini continuassero sino al 27 invece sì sono fermati il 25 maggio. Pare, per come asserito, che il medico competente nel frattempo abbia accertato che tra i lavoratori già prenotati (si diceva 1332, tra cui c. 160 consulenti per come riportato nel protocollo del 5 maggio 2021), oltre la metà aveva già ricevuto il vaccino, grazie allo sblocco delle dosi per le fasce di età degli over 40 e 50. Eppure stranamente lo sblocco per gli over 50 è partito in data 10 maggio e quello degli over 40 solo in data 17 maggio 2021».


Da qui scaturiscono le perplessità delle organizzazioni sindacali, che ricordano che «le dosi richieste sono state 2390 (sempre per come asserito nel protocollo del 5 maggio) e la spesa stimata pari ad € 22.050 di cui circa € 17.000 per il solo personale sanitario».

Al fine di eliminare il dubbio che i vaccini siano stati usati «anche per chi non ne avesse diritto, trascurando, forse eccessivamente, gli oltre 1000 dipendenti delle sedi periferiche» i sindacati chiedono risposte precise «al commissario alla sanità, al presidente della giunta regionale, al dirigente generale del dipartimento personale, al datore di lavoro e al medico competente».

In particolare, Cgil, Cisl e Uil chiedono di conoscere «il numero delle persone complessivamente vaccinate» e se queste appartengano al bacino di dipendenti, ai rappresentati politici e loro collaboratori». Ma, soprattutto, chiedono di sapere che fine abbiano fatto «le dosi di vaccino avanzare dalle 2390 richieste».

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