Vaccini malati oncologici, Calabria al primo posto: «11mila messi in sicurezza»

Per una volta il territorio si distingue e svetta rispetto a realtà blasonate dove questo tipo di intervento non è neanche cominciato. Il primario: «Chiunque rientri nelle tabelle troverà spazio»

di Alessia Principe
25 marzo 2021
22:30

Per una volta la Calabria non è ultima ma è la prima della classe. Parliamo incredibilmente di vaccini ma riferiti ai malati oncologici e agli estremamente fragili. «Abbiamo già messo in sicurezza circa 11mila malati di cancro» ha scritto il professor Francesco Cognetti, presidente della Federazione oncologi, cardiologi, ematologi (Foce) luminare dell’oncologia al livello mondiale, di origini calabresi.

La nostra regione capofila

Sono tre le regioni capofila che non hanno perso un minuto di tempo: Lazio, Veneto e Calabria. La nostra regione ha preso al volo il documento ministeriale datato 10 febbraio scorso, stilato dopo le sollecitazioni del Foce, dando di fatto il via libera all’anticipazione delle procedure vaccinali ai pazienti fragili oncologici, ematologici e cardiologici.


«È stato chiesto di accelerare il processo per far vaccinare subito i malati che sono trattamento o l’hanno terminato al massimo da sei mesi – ha spiegato il dottor Serafino Conforti, primario di Oncologia all’ospedale dell’Annunziata di Cosenza -. È un lavoro tutt’altro che semplice perché parliamo di pazienti sui quali va individuato il periodo di rischio, va misurato il dosaggio di certi farmaci, ma posso dire che dal 27 febbraio ad oggi, grazie all’eccellente lavoro dei colleghi delle vaccinazioni, abbiamo raggiunto risultati che ci riempono di orgoglio».

Molti grandi centri, nel resto d’Italia, comprese le cliniche private e grossi ospedali, anche blasonati, non hanno neanche cominciato. A scorrere la tabella vediamo subito che il Policlinico universitario di Catanzaro ha già vaccinato 405 malati oncologici e 100 ematologici, l’ospedale civile di Catanzaro 652 oncologici e 301 ematologici, all’ospedale di Cosenza 350 malati oncologici e a Reggio Calabria 250 per un totale di 1500 pazienti. E le vaccinazioni non si fermano ma proseguono tutti i giorni, week end compresi.

La gioia dei pazienti "estremamente fragili"

«Siamo stati i primi in assoluto a cominciare e mi lasci dire una cosa - continua Conforti - la più grande soddisfazione è arrivata proprio dai nostri pazienti che hanno interiorizzato, dal punto di vista psicologico, questa cura in più che gli abbiamo offerto, si sono sentiti più sereni, protetti. Vedere loro felici di ricevere il vaccino ci ha riempito di gioia».

L’ospedale di Cosenza, questo è il messaggio che lancia il dottor Conforti, non chiude le porte a nessuno. Chiunque rientri nelle tabelle ministeriali ma non riesce, per via del sistema informatico ballerino, a prenotarsi, può chiedere di vaccinarsi direttamente qui. È già successo con i pazienti affetti da sindrome di Down, quando era impossibile prenotarli altrove, per disabili certificati che, fino a ieri, non potevano registrarsi sul sito ufficiale.

I contatti con le associazioni

«Siamo in contatto con le associazioni e le unità territoriali, cerchiamo anche di prestare attenzione a ogni segnalazione – dice il dottor Roberto Pellegrino, responsabile delle vaccinazioni all’Annunziata -, non vogliamo risparmiarci, se si tratta di restare in reparto ore in più, lo facciamo volentieri».

«Anche il professor Cognetti - ha aggiunto il dottor Conforti -, guardando i dati, ha espresso grande soddisfazione, dicendo queste parole: "Sono orgoglioso della mia regione". Tutto questo è stato possibile grazie all’immediata disponibilità del nostro commissario che come i dirigenti degli altri ospedali calabresi, ha dato subito il via a queste vaccinazioni».

Anche i pazienti oncologici calabresi che si trovano in cura presso altri ospedali, possono qui trovare riparo. «Ci serve solo sapere la data dell’ultima somministrazione chemioterapica e se il paziente vuole registrarsi qui. Da quel momento, anche se è in cura altrove, diventa anche un nostro paziente. L’accoglienza è anche questo».

Giornalista
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