Lo spot della Locride: “Venite in Calabria, al Nord c’è il virus”. Il Veneto: «Agghiacciante»

È bufera sul video promosso dai sindaci della zona per incentivare il turismo in Calabria. Il presidente del Consiglio regionale veneto: «Trovata di pessimo gusto, getta fango anche sui calabresi»

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di Redazione
30 giugno 2020
19:30
Un frame dallo spot promozionale
Un frame dallo spot promozionale

Lo spot è dei sindaci della Locride ma il suo ideatore è il massmediologo Klaus Davi, che con la Calabria ha un forte legame ed è inoltre consigliere comunale a San Luca. «Venite in vacanza da noi - si afferma nello spot - il nord è inquinato ed a rischio Covid».

Lo scopo dell'iniziativa dei Comuni è promuovere il turismo al sud a dispetto del nord, dove andare in vacanza, a parere dei Comuni calabresi, «potrebbe essere un azzardo». «Politiche ambientali e sanitarie suicide, orientate al business - si afferma nello spot - hanno distrutto la sanità e consentito all'inquinamento di esplodere e causare migliaia di morti», recita il claim della pubblicità promossa dall'associazione dei Comuni della Locride.


E ancora: «In Calabria il distanziamento sociale si pratica da tremila anni. Una forma di civiltà e di rispetto che ha preservato queste terre da un contagio di massa come è avvenuto altrove». Lo spot, che ha la durata di due minuti ma avrà anche versioni più brevi e conterà su una diffusione sui social network e sulle tv locali, esordisce con alcune immagini delle spiagge del nord Italia come Jesolo, Rimini o Rapallo, «affollatissime - si afferma nel messaggio - anche in queste ore e dove il distanziamento sociale è una chimera». Poi le immagini sfumano sul sud. «Spiagge sterminate e mozzafiato - recita lo spot - della Locride, di Africo, di Bianco, di Caraffa del Bianco, di Locri, di Siderno per non parlare dell'Aspromonte, incontaminato e selvaggio, dove primeggia San Luca, borgo che ha dato i natali a Corrado Alvaro». «Nello spot - afferma Klaus Davi - viene celebrata la cultura dell'accoglienza meridionale e la possibilità di trascorrere una vacanza sicura».

Le proteste di Anci Veneto

«Vergogna, vergogna, vergogna. Non c'è altro commento per questa campagna pubblicitaria che non ha il minimo rispetto di quando successo al Nord in questi mesi e che ha visto morire medici, infermieri, farmacisti ed in alcuni casi anche sindaci che sono stati fino all'ultimo minuto in trincea a fianco dei cittadini. Chi oggi lancia questo spot lucra anche su questo e non porta alcun rispetto per il territorio e per le comunità». Così il Presidente di Anci Veneto e sindaco di Treviso, Mario Conte, commenta lo spot.

 

«Questi Comuni dovrebbero imparare dal Veneto che grazie ai sindaci ed alla Regione ha saputo far fronte ad un'emergenza straordinaria ed ora ci siamo rimboccati le maniche per far ripartire l'economia ed il turismo - aggiunge Conte -.Mi sorprende e mi lascia senza parole che questa campagna arrivi proprio dai Comuni e dai sindaci che tra loro sono solidali e si contraddistinguono per la capacità di fare squadra. I sindaci hanno un solo colore che è quello della fascia che portano». Il presidente di Anci Veneto si augura «che la campagna sia ritirata e si chiede scusa al più presto non solo ai Comuni del Nord, ma anche a tutti i ristoratori e operatori turistici che stanno cercando di salvare le loro attività - conclude -. Dietro queste persone ci sono famiglie, giovani e tanti lavoratori che spesso arrivano proprio da quei luoghi che oggi compiono un attacco vile e vergognoso per chi è stato vittima del virus».

«Pessimo gusto, getta fango anche sui calabresi»

«I sindaci della Locride invitano i turisti ad andar da loro perché il Nord non è sicuro a causa del Covid? Diciamo che non sarebbe esattamente uno spot di buon gusto, mentre, e purtroppo, parlare di politiche ambientali e sanitarie suicide con migliaia di morti è un insulto». Lo dice il presidente del Consiglio regionale del Veneto, Roberto Ciambetti, commentando lo spot dell'associazione dei Comuni della Locride. «La Calabria ha una storia travagliata e difficile, ma il popolo calabrese difficilmente credo possa riconoscersi in queste affermazioni gravi, al limite dell'affronto gratuito» replica. «Una serie di frasi che, all'indomani della commemorazione di Bergamo, dopo i lutti e il dolore che hanno segnato tutta l'Europa e il mondo suonano come agghiaccianti - conclude Ciambetti - Non siamo davanti a una infelice pubblicità, una trovata di pessimo gusto, ma davanti ad affermazioni inaccettabili, che gettano fango sulla Calabria e la Locride, ingiuste per il popolo calabrese».

 

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