Corigliano-Rossano e la strada dove ognuno fa quello che vuole

VIDEO | Nella stessa zona in cui si verificarono gli effetti più drammatici dell’alluvione 2015 c’è un’altra emergenza: la viabilità. «Su questa via si cammina in perenne divieto e senza controlli»

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di Marco  Lefosse
27 giugno 2019
13:25

Affermare che sono esasperati è dire poco. Dopo gli strali del fango lasciati dall’alluvione del 2015 dove qui ha colpito probabilmente più che in ogni altra parte, oggi gli abitanti di Via Lussemburgo di Corigliano-Rossano sono alle prese con un’altra emergenza: quella della viabilità.

La circolazione lungo quella piccola e stretta arteria comunale è di quelle cervellotiche con segnali stradali (verticali e orizzontali) contraddittori che si smentiscono l’uno con l’altro tanto da mandare in consapevole confusione anche chi continua a violare il codice della strada.

Una segnaletica contorta

La vicenda è semplice quanto contorta. All’ingresso di Via Lussemburgo, quello ufficiale, quello che da viale Mediterraneo (lato Momena) risale lungo la traversa c’è un cartello abbastanza evidente che indica una strada chiusa e la presenza di alcuni dossi artificiali con limite a 30Km/h. Basta risalire la via per un centinaio di metri, però, e ci si imbatte subito in un altro cartello che già da lì fa capire che c’è qualcosa che non torna: c’è sempre il solito cartello “strada chiusa” ma con una divincolazione a sinistra con sovrapposto un segnale di divieto d’accesso. In pratica sai che puoi arrivare fino ad un certo punto e poi trovi una traversa inaccessibile.

Fin qui, diciamo, nulla osta. Se non che, arrivati sull’intersezione (che sulle carte ufficiali dovrebbe essere via Inghilterra), percorrendola dal mare verso le contrade a monte, non si può andare avanti per il divieto d’accesso. Ma, sorpresa nella sopresa, se si percorre la stessa via Inghilterra al contrario, da monte verso valle, proprio sul punto in cui si innesta su via Lussemburgo, si trovano cartelli di ogni tipo che tutto lasciano presupporre tranne che quella è una strada ad unico senso di marcia. Innanzitutto l’asfalto è tracciato da una visibile linea di mezzadria che divide la carreggiata in due corsie, con tanto di stop sul lato destro e un cartello di pericolo per traffico alternato che indica, a chi scende, di stare attenti all’inizio del doppio flusso veicolare ed un altro cartello, sul lato opposto, che indica un restringimento della corsia.

Quindi, si tratta di una strada a doppio senso di marcia o no? Misteri dell’interpretazione del codice della strada.

La rabbia dei residenti

«Abbiamo segnalato più volte questo stato di pericolo al Comune – dice Ercolino Ferraina, rappresentante del Comitato dei cittadini di Via Lussemburgo – ci sono protocollate decine di istanze, l’ultima del maggio scorso all’ex Commissario prefettizio, ma qui non è cambiato nulla. Non solo – aggiunge – a causa di questo stato della viabilità si sono verificati diversi incidenti che hanno visto coinvolti anche dei bambini in bici». Già perché qui oltre al rispetto e alla interpretazione “ad libitum” di una segnaletica stradale contraddittoria c’è l’altro problema, legato all’alta velocità. Essendo diventata nei fati una delle vie d’uscita dal lungomare, qui automobilisti e motociclisti trovano terreno fertile per sbrigarsi e dare un po’ più di gas all’acceleratore anche in prossimità di quella incomprensibile strozzatura.

«Quella strada è abusiva»

«Dopo i malanni dell’alluvione – aggiunge Ferraina – ci troviamo a fare i conti con questo stato di cose. Al danno, dunque, due beffe: i danni dell’inondazione e quella dell’apertura di una strada che ritengo abusiva. Perché dando una lettura al Piano regolatore generale comunale, questo passaggio non è previsto. Non sta da nessuna parte. Questa strada (via Inghilterra, ndr) è una via di servizio interpoderale per i proprietari dei terreni. Adesso hanno aperto questa via con due segnali di strada chiusa e nonostante il divieto d’accesso gli automobilisti fanno finta di non sapere. Fanno finta di non conoscere e non rispettano alcun limite. Praticamente siamo qui, tutti i giorni, a rischio vita perché tutti i mezzi che entrano in divieto d’accesso, dalla mattina alla sera, sono in migliaia e senza alcun controllo».

Giornalista
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