Lockdown? Quale lockdown? Anche a Vibo ogni scusa è buona per uscire

VIDEO | Tanta la gente in strada, soprattutto anziani a passeggio per “motivi di salute”. Mentre in città aumentano in modo esponenziale i casi positivi al Covid. Le interviste

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di Cristina Iannuzzi
10 novembre 2020
17:07

Vibo Valentia, corso Vittorio Emanuele III. Negozi chiusi per crisi, altri per Covid. Aperti i bar che lavorano da asporto, i negozi d'abbigliamento intimo, per bambini e le farmacie. Tanto basta per animare il corso. Fin troppo popolato da gente che passeggia. Sembra una giornata qualunque, se non fosse per il nuovo Dpcm che impone di uscire solo in caso di necessità. E sono proprio gli anziani, i soggetti più fragili, a passeggiare, in barba alle regole. Tutti indossano la mascherina, ma qualcuno abbassata sul naso. «Mi è scivolata» si difende una donna, mentre si appresta a tirarla su. È diretta insieme ad una sua amica in farmacia.

L'autocertificazione a portata di mano

Tutti, o quasi, hanno l'autocertificazione in tasca. «Non sapevo fosse necessaria» – afferma sorpresa una donna. Sta andando insieme al marito a fare la spesa. Tutti credono di avere una valida ragione per essere in giro, anche se in molti non passerebbero il vaglio di un controllo approfondito. Tra le principali giustificazioni ci sono le passeggiate di salute. «Ho settantacinque anni e sono cardiopatico, abito poco distante da qui e passeggio». Stessa motivazione per tutti e tre gli amici che lo accompagnano: «Ce l'ha ordinato il medico».

Anche sotto l’istituto d'arte, adiacente piazza municipio, luogo di ritrovo di amici e pensionati, la solita comitiva che chiacchiera più o meno distanziata. «Se mi fermano i vigili gli dico che sto andando a fare la spesa» commenta un uomo. Gli fa eco un amico: «Io ho l'autocertificazione in macchina. Sono uscito per una boccata d’aria. Casa mia è distante, è vero, ma ho così tante patologie che quando gli mostro ai vigili le carte dell'Asp capiranno…E poi che c'è di male nel farsi una passeggiatina?». In città nessun posto di blocco, nessun vigile.

Un lockdown “fai da te”

a fronte di un Dpcm che invece considera la Calabria zona rossa e vieta ogni spostamento non necessario. Non sembra spaventare neppure l’aumento impressionante di casi positivi al Covid che si registra nella provincia vibonese, con la città capoluogo costretta a chiudere tutte le scuole, anche gli asili e le elementari, perché sei mila tamponi attendono ancora di essere processati a Catanzaro e l’Asp non sa che fare se non consigliare di far restare a casa anche i bambini. E sul corso si continua a camminare e chiacchierare, anche se a poca distanza c’è un ospedale fatiscente che “vanta” sulla carta appena 5 posti di terapia intensiva, attivabili, promette il commissario, in 48 ore. Come se ci fosse tutto il tempo del mondo per continuare a passeggiare…

Giornalista
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