Vibo e la Marina restano “separate”: nulla di fatto in Prefettura, strada chiusa per chissà quanto

VIDEO | Nessuna certezza sui tempi di riapertura della principale via di collegamento tra la città e la sua popolosa frazione. I massi percolanti sono su un terreno privato e il Comune si è limitato a intimare la messa in sicurezza al proprietario

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di Cristina Iannuzzi
18 febbraio 2021
19:00

Tempi lunghi per la riapertura della Statale 18. Non sono notizie molto confortanti quelle emerse al termine della riunione del Comitato operativo della viabilità che il prefetto di Vibo Valentia, Francesco Zito, ha presieduto nel pomeriggio. All’ordine del giorno, appunto, la situazione della strada che collega Vibo Valentia e Vibo Marina, chiusa al transito con un provvedimento del Comune dopo il distacco di alcuni massi che ora minacciano di piombare sulla carreggiata.

Oltre al prefetto, all’incontro hanno partecipato il sindaco Maria Limardo, il presidente della Provincia Salvatore Solano, il responsabile della manutenzione dell’Anas Silvio Baudi e i vertici della polizia stradale, dei carabinieri e dei vigili del fuoco. Al termine della riunione, che si è svolta a porte chiuse, la massima autorità territoriale del Governo ha incontrato i giornalisti per fare il punto su quanto sarà realizzato per mettere in sicurezza l’arteria e riaprirla al transito veicolare.


«I massi di rilevante grandezza si trovano su un terreno privato che sovrasta la statale 18 – ha affermato Zito -. Non si può pensare che la situazione sarà risolta in tempo brevissimi, non possiamo pensare che basti mandare due operai con una pala per risolvere il problema. L’intervento è complesso e non può che partire dalla messa in sicurezza del costone, di cui le piogge di questi giorni hanno accelerato il movimento franoso portando al rotolamento di alcuni massi e al possibile distacco di altri di dimensioni enormi. Bisogna dunque mettere in sicurezza l’intera area». Operazioni che andranno eseguite da ditte specializzate. «Il proprietario del terreno è il soggetto tenuto ad intervenire – ha confermato il prefetto –. Lo stesso è stato già intimato dal Comune. E se non dovesse adempiere, allora la pubblica amministrazione potrà agire in danno del proprietario e anticipare i lavori, per poi recuperare ciò che è stato speso». Sui tempi, dunque, nessuna certezza.

Forse un mese, forse di più. «Purtroppo non possiamo definire i tempi di realizzazione dell’opera, ma vi assicuro – ha concluso il prefetto – che saranno eseguiti nel più breve tempo possibile»

Giornalista
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