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Secondo la Dda di Catanzaro, l’imprenditore sarebbe organico alla cosca Mancuso di Limbadi

di Redazione
30 luglio 2015
09:28

E’ in corso, dalle prime ore di questa mattina, una vasta operazione della Direzione Investigativa Antimafia di Catanzaro, finalizzata al sequestro di beni, per un valore di 80 milioni di euro, riconducibili all’imprenditore vibonese Antonino Castagna, noto imprenditore di Jonadi (VV), particolarmente attivo nel fiorente comparto delle costruzioni metalmeccaniche per industrie petrolchimiche, farmaceutiche ed alimentari anche estere, da ultimo tratto in arresto nell’ambito dell’operazione “Black Money”, per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Il provvedimento, è scaturito dagli esiti di una complessa attività condotta dalla Sezione Operativa D.I.A. di Catanzaro che hanno consentito di evidenziare la pericolosità sociale qualificata del soggetto proposto, in relazione alla contiguità con la cosca MANCUSO di Limbadi, e di dimostrare la sproporzione tra il patrimonio posseduto ed i suoi redditi dichiarati.



Nello specifico, gli accertamenti patrimoniali sul conto del Castagna hanno interessato un arco temporale compreso tra il 1984 ed il 2013, con riferimento al quale l’Autorità Giudiziaria ha ritenuto che la crescita e l’accumulo di ricchezza da parte dello stesso siano state agevolate dalla sua appartenenza alla citata consorteria criminale. Il sequestro ha riguardato 6 società con sede a Vibo Valentia, 26 immobili, fra cui terreni per 6.500 mq, 27 beni mobili registrati, tra cui 2 imbarcazioni d’altura, e 44 rapporti finanziari per un valore stimato di circa ottanta milioni di euro.

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