Vibo violenta, la sfida del procuratore Falvo: «Limitare le armi, anche quelle legali»

VIDEOL’arresto del feroce rapinatore di Briatico è l’occasione per fare il punto sulle strategie di contrasto al crimine. Una provincia da record per il numero di reati commessi e indagini aperte. Domani il magistrato davanti alla Commissione antimafia

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di P. C.
28 settembre 2020
16:40
Il procuratore Falvo e gli ufficiali Bruno Capece e Gianfranco Pino
Il procuratore Falvo e gli ufficiali Bruno Capece e Gianfranco Pino

La feroce aggressione ad un’anziana. Roba da Arancia Meccanica. L’Alex del film di Kubrick, nella vita reale, è un ventenne: si chiama Bryan Sicari, è di Paradisoni di Briatico. Massacra di botte la povera donna, una vicina di casa, per prenderle quel poco che ha con sé. L’attende al buio. Brandisce un coltello. Le prende a pugni e a calci in faccia. La vittima potrebbe rimetterci la vita, ma ha tempra forte. Malconcia finirà in ospedale: la mascella fratturata in più punti, una mano maciullata, ferite diffuse sul cranio. Collaborerà con gli inquirenti e non sarà la sola. Collaboreranno anche i suoi familiari e, soprattutto, collaboreranno i familiari dell’aggressione.

 

«Erano stanchi di quella violenza e di cosa stava accadendo», dice il procuratore di Vibo Valentia Camillo Falvo spiegando che i parenti dello stesso Sicari abbiano preso nettamente le distanze rispetto a quanto accaduto e lo abbiano dimostrato coi fatti. Per il magistrato, il filmato che offre elementi preziosi per contribuire ad inchiodare quel giovane ultraviolento restituisce in pieno la follia di quella notte: «Raramente nel corso della mia carriera professionale – dice – ho assistito ad una violenza simile». E parliamo di una toga che ha speso gran parte della sua vita a cacciare mafiosi ed assassini, a chiedere ergastoli, ad indagare su faide e morti ammazzati, trucidati a sangue freddo o decapitati.

 

L’arresto di Sicari, per l’allucinante rapina consumata la sera del 22 agosto, lungo la costa vibonese, avviene all’alba. Lo eseguono i carabinieri, al culmine dell’indagine coordinata dal pm Corrado Caputo. Decisiva – sottolinea il maggiore Gianfranco Pino, comandante della Compagnia carabinieri di Vibo Valentia – la conoscenza del territorio e delle vittime da parte dei colleghi della Stazione di Briatico. «Li ringrazio per quando hanno fatto e, anche, per avermi condotto e fatto conoscere personalmente questa donna che, per fortuna – dice –, è ancora viva».

 

È lui, è Bryan Sicari l’Alex di Paradisoni. «Ha precedenti specifici – spiega il comandante del Norm di Vibo Valentia Luca Domizi – E stiamo indagando su episodi analoghi». «In questo caso – evidenzia il comandante provinciale dell’Arma, Bruno Capece – è stata portata a termine anche un’attività tecnica che ci ha consentito di chiudere il cerchio». Gli spostamenti, gli accertamenti antropometrici e, poi, le testimonianze. Quanto basta per un giudizio immediato, una volta chiude le indagini.

 

L’incontro con la stampa che il procuratore Falvo tiene assieme al pm Caputo e ai vertici dell’Arma va, però, oltre il fatto di cronaca in sé e, quindi, al rapinatore ultraviolento arrestato. Si parla delle iniziative di contrasto alla violenza, in tutte le sue forme, nella provincia più a rischio d’Italia. «L’altra sera – spiega il capo della Procura di Vibo – partecipavo ad un webinar con il Ris ed è venuto fuori che la Procura di Vibo Valentia ha una mole di lavoro con il reparto speciale dei carabinieri pari quasi a quello delle tre principali Direzioni distrettuali antimafia di tutto il Sud. Questo rende l’idea di quello che è oggi il territorio. Lo possiamo cambiare ma dobbiamo impegnarci tutti».

 

La magistratura fa la sua parte. Le forze di polizia anche. E i cittadini, come dimostra anche l’arresto di Sicari, rispondono e collaborano. C’è però una lotta che diventa prioritaria: niente più retorica, va bene responsabilizzare le agenzie educative per diffondere una cultura della legalità, ma lo Stato, in provincia di Vibo Valentia, come rivela il solco tracciato da Rinascita Scott, vuole andare al sodo. «Dobbiamo limitare la circolazione delle armi in questa provincia», sottolinea così il procuratore Falvo. E non si tratta solo di armi clandestine, degli arsenali del crimine organizzato, rinvenuti e sequestrati con cadenza regolare. «Dobbiamo iniziare a limitare anche le armi legalmente detenute. Possono finire nelle mani sbagliate, possono essere l’origine di vere e proprie tragedie, come abbiamo, purtroppo, constatato in questi anni».

 

La Commissione parlamentare antimafia è in Calabria. Due giorni di audizioni: Rinascita Scott concentra su Vibo un’attenzione che forse non è stata mai così alta. Camillo Falvo sarà audito domani pomeriggio. «È un fatto positivo, molto positivo. E dobbiamo fare in modo che l’attenzione non si abbassi». 

La conferenza stampa del procuratore Camillo Falvo
La conferenza stampa del procuratore Camillo Falvo
Giornalista
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