Vibo, c’era un tempo la Marinella. Viaggio nel ristorante fantasma di Bivona

VIDEO-FOTO | Dopo anni dal sequestro per abusivismo, una grande struttura continua a marcire nell’indifferenza di tutti. Le immagini di un luogo spettrale che si affaccia davanti ad un litorale dalla struggente bellezza

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di P. C.
13 giugno 2020
20:00

Uno spazio strappato alla comunità ieri. E che continua a marcire oggi. Dieci anni fa il sequestro: benvenuti alla vecchia Marinella di Bivona, allora location per eventi e cerimonie, tempio della movida, oggi un ristorante fantasma.

Nella piazzetta della frazione costiera di Vibo Valentia, un emigrato in Piemonte di rientro in Calabria si guarda attorno stranito: «Che desolazione… Che disastro…», mormora. Ricorda com’era questo luogo un tempo, erano anni che non ci tornava: «Era bello. Qui si cantava e si ballava fino a notte. C’era vita. Ora questo posto non lo riconosco più». Eppure c’è qualcosa che il tempo ha reso più bello, sarà la nostalgia di questo posto, saranno gli anni trascorsi lontano, al Nord: «Il mare, la spiaggia, sono più belli ora».

Peccato. Davanti a questo paradiso c’è un luogo che sta andando in rovina. Una struttura in gran parte abusiva - così contestò a suo tempo la Capitaneria di porto - serrata coi sigilli dell’autorità giudiziaria. Ma basta un salto ed ecco le ferite che ha lasciato il tempo. Grandi spazi, laddove tutto marcisce, dove tutto viene giù. Ci si chiede come sia possibile, su uno dei tratti di costa più appetibili di questo scorcio tirrenico. È meglio un luogo abusivo e basta o abusivo sequestrato e disastrato? Ci incamminiamo. È un’area ampia che si estende su diverse centinaia di metri quadri.

C’è il forno davanti a quella che un tempo era una sala all’aperto ed una balera. Ancora segni di abbandono e degrado, a pochi metri da un incantevole litorale. Continuiamo a muoverci. Servizi e locali piastrellati, calce e cemento. Entriamo all’interno dei bungalow. Scarti di edilizia, una bicicletta ridotta a ferraglia. Vecchie reti e materassi ammassati. Umidità e muffa. Uno scenario post apocalittico.

È impressionante. Un luogo che continua a marcire nell’indifferenza generale. Sotto gli occhi di tutti, da anni. E nessuno s’indigna. Un luogo senza presente, né futuro. Riflesso della realtà nella quale sorge. «E dove volete che andiamo - dice un’anziana - Bivona è un posto di mare, un tempo era bellissima. Guardate ora. E questo posto? Serpi, ratti grossi così… ma non frega niente a nessuno».

Giornalista
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