Dda di Catanzaro, chiesta condanna per i fratelli Vrenna e per l'ex procuratore Tricoli

Sono accusati in concorso di aver posto in essere operazioni societarie e commerciali volte ad attribuire fittiziamente ad altri la titolarità o la disponibilità di quote societarie, beni ed altre utilità, di fatto riconducibili a Raffaele Vrenna

16 settembre 2016
18:27

Il sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Domenico Guarascio ha avanzato una richiesta di condanna per il presidente dell'Fc Crotone Raffaele Vrenna, per suo fratello Giovanni e per l'ex procuratore Francesco Tricoli.

 


In particolare il pm ha chiesto la condanna a due anni e sei mesi per i fratelli Vrenna e ad un anno e otto mesi per il magistrato ora in pensione. I tre sono accusati in concorso di aver posto in essere operazioni societarie e commerciali volte ad attribuire fittiziamente ad altri la titolarità o la disponibilità di quote societarie, beni ed altre utilità, di fatto riconducibili a Raffaele Vrenna, al fine di eludere le disposizioni di legge in materia di prevenzione patrimoniali.

 

I fatti risalgono al 2008 quando l'imprenditore venne coinvolto nella inchiesta della Dda "Puma" e decise di ricorrere al trust per la sua holding affidandone la gestione a Tricoli, all'epoca procuratore a Crotone. Per la Dda di Catanzaro però quella scelta sarebbe stata finalizzata a eludere eventuali misure patrimoniali antimafia. Si tornerà in aula davanti al gup Pietro Care' il 16 novembre.

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