Comitato Civico ‘CambiAmo Vibo’: ‘No alla soppressione della Biblioteca comunale'

Il comitato chiede la revoca immediata della delibera con la quale si dispone la soppressione della biblioteca comunale

di Redazione
5 marzo 2015
15:24

Il Comitato Civico “CambiAmo Vibo per Antonio D’Agostino Sindaco, chiede l’ immediata revoca della delibera della G.C. n. 307 del 15/12/2014, con la quale si dispone la soppressione della biblioteca comunale, con conferimento dell’intero patrimonio documentario ivi esistente al Sistema Bibliotecario Vibonese, e concessione allo stesso di aprire una sezione della biblioteca comunale a Vibo Marina, quando saranno trovati i locali. Tale delibera è contro il compito di una sana e oculata amministrazione che è quello di preservare i beni comuni, tra cui le raccolte della biblioteca e le strutture edilizie ad essa finalizzate, beni demaniali ex legge, nonché di promuovere e ampliare l’offerta culturale, fornendo tale servizio in tutto il territorio comunale, ove possibile.


Il Comitato chiede che venga immediatamente ripristinata la funzionalità e la agibilità della struttura di via Jan Palach, i cui servizi, che sono stati egregiamente svolti in passato, devono essere garantiti e implementati, anche in una logica di sana concorrenza che aiuta a far crescere i cittadini e il territorio: la presenza di altre strutture ed offerte culturali, invero, non possono giammai giustificare la dismissione di un patrimonio culturale e di un servizio importante per la Città, agevolmente fruibile da tutti.



È in ogni caso favorevole all’apertura di una sezione della biblioteca a Vibo Marina, che però deve essere comunale non può essere gestita o affidata a soggetti terzi (con evidente contraddizione in termini). Il Comitato chiede altresì di poter visitare con esperti “i locali”, che, senza alcun supporto tecnico si dichiarano ”inagibili, perlomeno nella misura del 90%”; non potendosi non ravvisare nell’affermazione riportata nella “proposta formulata dal Dirigente settore 6”, allegata alla delibera, ove fosse vera, un pesante atto di accusa nei confronti di questa e delle altre precedenti amministrazioni, nessuna esclusa, per una incuria sicuramente decennale, che avrebbe dato causa (in mancanza di altri eventi catastrofici, diversi dalla cattiva amministrazione) ad un sì imponente degrado, posto come presupposto di fatto per la sopra riportata delibera.
Auspica infine che sia dato seguito alle proposte che nascono dalle forze sane della Città affinché si utilizzino le risorse pubbliche e private per sopperire ad eventuali criticità della struttura.

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