Fra leggenda e storia il fascino di Pentedattilo

Il paese fantasma oggi rinasce grazie ai suoi misteri e alla sua bellezza paesaggistica

di Redazione
16 marzo 2016
14:35

Pentedattilo è una frazione del comune di Melito Porto Salvo (RC). Camuffato tra le rocce del monte calvario le cui cinque sporgenze paiono disegnare le dita di una mano, il borgo sembra svilupparsi sul palmo di quest’ultima. Nel XVII secolo Pentedattilo fu il teatro della “Strage degli Alberti”. Il barone Bernardino della famiglia Abenavoli desiderava prendere in moglie Antonietta, figlia del marchese Domenico Alberti che però convogliò a nozze con Don Petrillo Cortez, figlio del vicerè di Napoli.

 

Accecato dall’ira nella notte del 16 Aprile 1686 insieme ai suoi uomini il barone uccise tutta la famiglia Alberti risparmiando solo Don Petrillo Cortez e Antonietta. Il vicerè di Napoli inviò i suoi uomini che liberato Don Petrillo uccisero sette partecipanti alla strage mentre Bernardino riuscito a fuggire insieme ad Antonietta finì arruolato nell’esercito austriaco in cui morì mentre Antonietta si rifugiò in un convento.

 

Questa storia ha dato origine a varie leggende e quella mano che sembra avvolgere Pentedattilo fu ribattezzata la mano del diavolo. Le diverse calamità naturali che l’hanno investita insieme alle sue leggende di fantasmi e morte contribuirono all’abbandono del borgo che negli anni ’70 divenne un vero e proprio paese fantasma che però oggi rinasce grazie alla curiosità dei turisti, al fascino e alla sua bellezza paesaggistica.

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