Gioacchino da Fiore “da leggere e colorare”

Il pensiero ed il messaggio di uno dei più importanti teologi della storia, ispirazione persino per Dante Alighieri, raccontato ai più piccoli attraverso un libro

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di Erica Cunsolo
19 aprile 2018
16:07

 
È partita dall’Abbazia Florense la distribuzione de “Il libro delle figure di Gioacchino da Fiore” a cominciare dai bambini delle elementari e arriverà presto fino agli studenti delle medie e delle superiori interessando anche gli altri comuni legati alla storia del grande teologo calabrese: Celico, Luzzi, Pietrafitta e Carlopoli.

 


«Il centro sta pubblicando le opere di Gioacchino da Fiore, per far camminare insieme la ricerca scientifica con la divulgazione anche ad un pubblico più vasto. Dal 1979 organizziamo ogni 5 anni un congresso internazionale che ospita studiosi e docenti provenienti da tutto il mondo, ma è arrivato il momento di stimolare una conoscenza più estesa a partire dalle scuole», spiega Giuseppe Riccardo Succurro, presidente del Centro Internazionale degli Studi Gioacchimiti.

 

Tra gli strumenti didattici pensati appositamente per il mondo della scuola proprio il testo che racconta le immagini del “Liber Figurarum” commentate. In aggiunta, un inserto che contiene tutte le tavole in bianco e nero da poter colorare per creare un rapporto confidenziale con il grande teologo, definito anche “pensatore pittorico” perché capace di esprimersi non solo con le prediche e i libri ma anche con le immagini. Alcune delle quali (i cerchi trinitari, l’aquila ingigliata, l’albero trinitario, il salterio a dieci corde) studiate a fondo da Dante Alighieri per descrivere il paradiso nella sua Divina Commedia.

 

Il messaggio teologico di Gioacchino da Fiore

 

Molti docenti hanno iniziato un’opera importante in Calabria e il pensiero di Gioacchino da Fiore sta cominciando a diventare patrimonio di conoscenza. Inoltre nel panorama nazionale alcune antologie all’interno della filosofia della storia lo stanno già introducendo a fianco a quelli di Sant’Agostino, Vico, Marx ed Hegel. Per il teologo calabrese la storia dell’umanità è storia della salvezza: il tempo ringiovanisce e la storia dell’uomo si concluderà con la pace e la giustizia.

 

Il legame del grande filosofo con la Calabria

 

Gioacchino da fiore nasce a Celico (Cs) nel 1135, diviene abbate a Corazzo di Carlopoli (Cz), poi fonda la sua casa monastica a Giulio Vetere (Cs) e inizia la costruzione della meravigliosa Abbazia Florense a San Giovanni in Fiore che venne completata circa trent’anni dopo la sua morte (avvenuta a Pietrafitta nel 1202) e che oggi rappresenta il simbolo del suo messaggio.

 

L’origine del nome di San Giovanni in Fiore

 

Nonostante avesse girato il mondo per via del suo dono di “intelligentia spiritualis” per il quale - come raccontano le cronache medievali - era contattato da papi e imperatori del tempo per interpretare profezie e passi dell’Apocalisse, decise di fondare la sua casa monastica in Calabria.

 

San Giovanni in Fiore, il più grande comune montano della Calabria prende il nome proprio da questo pensatore. Il monaco Gioacchino fondò il suo protocenobio proprio lì, e lo volle chiamare “Fiore”, che nella tradizione biblica sta per “Nazaret”, ossia annuncio. I monaci avrebbero dovuto annunciare la nuova età caratterizzata dalla diffusione dello spirito Santo perché, come diceva la loro guida spirituale, «Fiore non è ancora frutto, è la speranza del frutto».

Giornalista
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