Principesse, dame e cavalieri: Tropea capitale del Regno delle Due Sicilie

La visita della principessa Beatrice di Borbone nella Perla del Tirreno, perfetto mix tra storia e rito, tradizione e nobiltà, ha trasformato la cerimonia di investitura per i nuovi membri dell'ordine militare di san Giorgio in una splendida kermesse di sapore neoborbonico

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di Monica La Torre
28 ottobre 2019
18:12

Una visita vibrante e commossa, quella che ha visto protagonista la principessa Beatrice di Borbone e la città di Tropea, strettasi attorno a lei con affetto. Beatrice arrivava nel centro storico della Perla del Tirreno in qualità di gran prefetto del Sacro militare ordine costantiniano di San Giorgio, con il compito di fregiare il gonfalone cittadino dei meriti nobiliari e investire nuove dame e nuovi cavalieri. Nel corso della visita, ha ribadito più e più volte l'emozione che le ha donato il conoscere da vicino una comunità tanto importante nella storia del Regno, e sui è detta grata per l’affetto mostratole, per la presenza di una memoria storica così vivida, e per una vicinanza così tangibile ai valori della Corona.


La storia, la fratellanza, i valori

È stato il delegato dell’Ordine per la Calabria, Gianpietro Sanseverino dei Baroni di Marcellinara, ad inquadrare la giornata nella giusta misura: «sono, queste, occasioni nelle quali la storia ci parla da vicino. Incontri così intensi, sempre in equilibrio tra emozione, forma e valori, ci lasciano una lezione importante, e sono occasione preziosa per riflettere sugli obiettivi comuni che ci impegnamo, giorno dopo giorno, a perseguire. Ci richiamano al dovere di salvagiardare i valori eterni che siamo chiamati a difendere. L’abbraccio ideale tra Beatrice e la città di Tropea resterà nella memoria di tutti noi - ha concluso - il delegato. È stata una giornata vissuta in amicizia, condivisione ed emozione. Un momento di fede e cultura, che ha rinnovato legami antichi, e ne ha salutati di nuovi».



Un rito vecchio di secoli

E questi valori, questa fratellanza, erano emersi potenti proprio in cattedrale, nel pomeriggio, al momento della cerimonia solenne presieduta dall'arcivescovo emerito di Reggio Calabria-Bova Vittorio Luigi Mondello, cavaliere di Gran Croce ecclesiastica e priore della delegazione Calabria. Il duomo tropeano ha fatto da degna cornice alla cerimonia di investitura di dame e cavalieri vecchi e nuovi, e ha esaltato la suggestione di un rituale vecchio di secoli di grande impatto visuale ed emotivo. Ai mantelli celesti della foltissima delegazione costantiniana, faceva da contrappunto la ricchezza delle uniformi storiche indossate dai membri della banda metropolitana di Gerace, copia fedele di quelle indossate dalla Reale accademia filarmonica cittadina istituita nel 1841 e anch’essa beneficiata da onoreficenza costantiniana.

 

La Banda metropolitana 

La banda, presente a Tropea sin dalle prime fasi della cerimonia in Cattedrale, è stata protagonista del concerto conclusivo che a palazzo Santa Chiara ha fatto da contrappunto alla concessione della medaglia d’oro per meriti nobiliari al gonfalone della città, motivata dalla storia dell’antica Porto Ercole, e dal recupero identitario attuato dalla recente amministrazione e dal suo Sindaco. Giovanni Macrì, intrattenutosi a lungo con la discendente dei Borbone, ha più e più volte scherzato sulla necessità di restituire a Tropea la supremazia che un tempo aveva rispetto alle altre città della Calabria: il suo discorso, tuttavia, ha ben rimarcato la soddisfazione per il riconoscimento ottenuto e gli sforzi in atto per tutelare bellezza e patrimonio cittadini.


Una giornata memorabile

Del resto, che sarebbe stata una giornata memorabile, si era percepito sin dalle prime battute della visita reale, in mattinata, all’arrivo della principessa. Il compito di introdurre la discendente della Real Casa alle bellezze del nostro patrimonio urbanistico era toccato allo storico ed archeologo Dario Godano, dell’associazione Libertas, che aveva supportato il sindaco  in una lunga passeggiata per le piazze e le vie del centro storico. Era seguito l’incontro con i membri della Confraternita dei Bianchi di san Nicola e del Club per l’Unesco di Tropea, nella cappella dei Nobili di largo Padre di Netta. Qui la principessa veniva omaggiata della targa di benvenuto da parte della Confraternita, per mano del suo Priore Giuseppe Adilardi, e della stampa “ Tropea 1782” dell’architetto Paul Draper da parte di Giuseppe Maria Romano, nella duplice veste di Presidente del Club per l’Unesco e di membro della Confraternita.

 

La storia bussa alla porta

Il priore Adilardi, a nome delle famiglie di antico lignaggio si era rivolto a Beatrice di Borbone sottolineando come «la visita rende omaggio al grande passato della città e al contempo rilancia i grandi valori che vogliamo recuperare: fratellanza, ricerca della verità storica e centralità della grande lezione borbonica». Una ancor più decisa eco nostalgica era emersa dal saluto portato dal presidente Unesco Romano. «La presenza di Beatrice di Borbone – aveva dichiarato - è l'occasione per sottolineare ancora una volta come dopo il periodo felice del regno della sua famiglia la Calabria sia stata defraudata e insanguinata. Siamo certi che riportare al vero storico la questione meridionale, contribuirà al definitivo rilancio del Mezzogiorno». Infine, don Ignazio Toraldo di Francia, in qualità di assistente spirituale dei Bianchi di San Nicola, e Cappellano professo della delegazione granpriorale del Sovrano Militare Ordine di Malta, aveva sottolineato come, seppur nell’importanza delle radici che ci comprendono tutti, nell’analizzare i processi storici serva buon senso e ragionevolezza.


Le onorificenze

I cavalieri e le dame investite nel corso della cerimonia tropeana, erano accompagnati oltre che dal delegato per la Calabria Gianpietro Sanseverino, dal delegato Vicario Aurelio Badolati, e dai rappresentanti per Cosenza Marzo Spizzirri, per Vibo Valentia Renato Pietro Taccone di Citizano, per Mongiana Pasquale Zavaglia, e oltre al priore mons. Mondello, officiante, dai priori vicari Luigi Cannizzo e Antonio Morabito. Ecco le onorificenze, ad iniziare dalle promozioni: mons. Luigi Cannizzo, Commendatore di grazia ecclesiastico: e i cavalieri ufficiali di merito dr. Giuseppe Romeo, dr. Alcibiade Julia, avv. Giuseppe Vena, sig. Salvatore Paolo Artuso, sig. Rocco D’Angelo. Quindi, gli altri riconoscimenti: per gli eccelsiastici, mons. Vincenzo Pizzimenti, Commendatore di Grazia ecclesiastico; rev. sac. Giuseppe Florio, Cavaliere di grazia ecclesiastico; mons. Dario De Paola, Cavaliere di grazia ecclesiastico. Quindi, cavalieri e dame: dr. Roberto Campolongo, Cavaliere di Grazia; Maria Teresa Francesca Ceravolo, dr.ssa Maristella Anna Paola d’Alessandro, dr.ssa Patrizia Garritano, prof.ssa Tina Spizzirri Marzo, Milena Suanno, Dame di merito. Dr. Luca Ferraro, prof. Gianfranco Lanza, Comandante Giuseppe Spera, sig. Antonio Parrisi, dr. Giuseppe Spinelli, Cavalieri di merito. Sig.Antonio Brenna, sig. Corrado Caccamo, sig. Giacomo Currò, ing. Giuseppe Giglio, sig. Salvatore Giglio, dr. Umberto Surace, sig. Gaetano Tassone, dr. Giovanni Vecchio, Cavalieri d’ufficio.

Giornalista
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