Le vie della fede diventano sentieri di trekking per scoprire la Calabria più autentica

VIDEO | Dall'idea di un appassionato di itinerari internazionali è nata un'associazione che ha tracciato il Cammino Mariano Pollino trasformando gli antichi tratturi montani in un’occasione di turismo sostenibile

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di Vincenzo Alvaro
3 settembre 2020
22:42

Si snoda tra campi, boschi, siti archeologici, antichi tratturi che sono la traccia evidente del legame profondo tra il territorio, la sua gente ed i luoghi della spiritualità disseminati tra Calabria e Basilicata. Oggi quelle antiche vie di fede sono diventate il tracciato del Cammino Mariano Pollino che l’associazione omonima, presieduta da Mario Martino un appassionato di cammini internazionali, ha trasformato in un viaggio esperienziale che attrae sempre più turisti da ogni parte d’Italia e del mondo.



Nata nel 2003 con lo scopo di studiare la fattibilità di un percorso da realizzare per unire tutti i luoghi mariani ubicati nel territorio del Parco nazionale del Pollino, a distanza di 17 anni l'associazione da quell'idea embrionale, oggi può dire di aver vinto la sfida di un progetto che sta diventando realtà mano a mano. E ora attende finanziamenti più importanti per collegare tutte le direttrici pensate e percorse alla ricerca di un viaggio ad anello che permettere ai trekker ed i viaggiatori di scoprire il Pollino conoscendo l'entroterra, che è carico di suugestioni, storia, cultura, tradizioni, enogastronomia.



Dal santuario della Madonna delle Armi di Cerchiara di Calabria a quello della Madonna del Monte di Acquaformosa, fino alla chiesa della Madonna del Pettoruto di San Sosti prima di inerpicarsi verso la chiesetta della Madonna di Pollino a San Severino Lucano, un vero viaggio nella fede ancestrale e nel legame profondo della gente del Pollino con i suoi luoghi sacri percorribile a piedi, a cavallo o in mountain bike e segnato anche con le indicazioni brail per non vedenti.



Oggi quell'idea è diventata, soprattutto in questa estate post pandemia, una meta privilegiata per i turisti desiderosi di un viaggio lento alla riscoperta di se stessi. «Il cammino - spiega Gaetano Sangineti, guida escrusionistica che opera su questi percorsi - nasce con l'idea di valorizzare e riscoprire questo territorio oltre che dal punto di vista naturalistico anche culturale con le sue bellezze, i luoghi d'arte e di fede che sono sempre stati alla base dei vari cammini che storicamente conosciamo in più parti del mondo, ma qui hanno sempre avuto uno stretto legame con il territorio».



Così seguendo gli antichi tratturi della transumanza, che spesso coincidono con i pellegrinaggi della fede mariana che in devozione raggiungeva i luoghi simbolo della fede semplice, si è provato a mettere insieme fede, cultura, esperienza, tradizione, gastronomia per «dare ampio respiro al valore turistico di questo territorio».

In ogni tappa del cammino un incontro con autentiche esperienze di resistenza territoriale, dalla suora emeritica che abita il santuario della Madonna della Catena nella valle dell'Eiano, ai produttori di pane che portano avanti una storica tradizione alimentare tanto a Cerchiara di Calabria quanto a Frascineto, o ai produttori del vino Magliocco che è diventato l'ambasciatore della vinificazione storica dell'entroterra, gli artigiani che si tramandano il saper fare nelle valli lucane e tanto altro.



«Avere un cammino qui in un posto bello che valorizzi tutto il pollino che ha posti bellissimi e promuovere questi percorsi assume un valore molto importante» - dichiara Andrea Salvaggi , capo gruppo dell'Agesci Cassano 1 - «Qui siamo in un luogo altamente spirituale dove molto forte è la tradizione popolare mariana. Qui la gente arriva per trovare ristoro fisicamente e anche spiritualmente per camminare non solo con i piedi ma anche con lo spirito».



Così il turismo lento e con una forte matrice esperienziale diventa il trait d'union tra tante realtà diverse e coinvolge anche gli scout del territorio che si sono messi a disposizione per «l'accoglienza aprendoci alla possibilità di far pernottare in tenda o in una piccola struttura in accantomento». Tra fede, promozione delle identità alimentari, valorizzazione dei percorsi, conoscenza del territorio, si parla di turismo in maniera sostenibile e si accoglie nel puro spirito dei pellegrini di un tempo.

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