La visita in Calabria

Cantiere musicale internazionale di Mileto, la masterclass del maestro di piano Samoshko

Il noto musicista ucraino è giunto nella cittadina normanna con la propria consorte. Nelle scorse ore è stato ricevuto in udienza dal vescovo Attilio Nostro

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di Giuseppe Currà
4 giugno 2022
22:00

Con il passare degli anni, il Cantiere musicale internazionale di Mileto sta diventando sempre più punto di riferimento per chi, in Calabria, vuole intraprendere la professione canora o strumentale. In questi giorni, ad esempio, la scuola di alta formazione sta ospitando la masterclass di pianoforte del maestro Vitaly Samoshko, riservata agli allievi del corso annuale di alto perfezionamento tenuto dal maestro Roberto Giordano, fondatore e direttore della realtà musicale incastonata nell’ottocentesco palazzo San Giuseppe.

Un appuntamento di grande prestigio, vista la portata del 49enne artista ucraino, unanimemente riconosciuto come una delle maggiori espressioni del pianismo internazionale. Nel corso della sua carriera, il noto musicista è risultato vincitore di oltre venti premi, nei concorsi più importanti del mondo (tra cui Busoni, Tel Aviv, Sidney e Montréal).  Nel 1999, tra l’altro, ha ottenuto la consacrazione internazionale, vincendo grazie al suo talento il primo premio al “Queen Elisabeth International Musical Competition” di Bruxelles, città dove attualmente vive.


A Mileto il maestro Samoshko  è giunto con la propria consorte. Entrambi sono stati ricevuti in udienza dal vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro. Un incontro intimo e cordiale, in cui immancabilmente si è parlato anche del difficile momento che sta attraversando la popolazione ucraina, alle prese con il conflitto bellico provocato dall’invasione russa. «Per la nostra scuola – sottolinea il maestro Giordano, riguardo alla masterclass proposta in questi giorni dal Cmi – è un momento particolarmente importante, sia per lo spessore artistico del maestro Samoshko, sia per il frangente storico che lo sta coinvolgendo personalmente. Sono legato a Vitaly Samoshko fin dai miei studi con Leonid Margarius. All’epoca io iniziavo ad affacciarmi alla carriera, lui era già un gigante. A 25 anni aveva già vinto tutto. Accoglierlo al nostro Cantiere, nella nostra Mileto, è una grande soddisfazione per me, ma soprattutto un’occasione unica per i nostri allievi».

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