Storie di collaboratori di giustizia nei libri di Claudia Conidi e Rita Tulelli

VIDEO | I libri offrono uno spaccato sul mondo dei collaboratori di giustizia e sulla condizione dei loro figli. Due volumi che vogliono accendere i riflettori anche sulle carenze del sistema di protezione

di Rossella  Galati
14 febbraio 2020
19:07

Ci sono i minori al centro dei due volumi “Un mondo invisibile“ e “L’invisibile mondo di Carlotta”, scritti rispettivamente dalle catanzaresi Claudia Conidi, avvocato, e Rita Tulelli, presidente dell’associazione Universo Minori. Nel primo l’esigenza di mettere nero su bianco le riflessioni maturate negli anni da chi difende testimoni e collaboratori di giustizia su tutto il territorio nazionale, una vera e propria popolazione sommersa che come sottolinea nella prefazione il magistrato Marisa Manzini, diventa un’importante risorsa per contrastare la delinquenza mafiosa costretta però a scontrarsi con diverse criticità dei sistemi di protezione.

Le criticità dei sistemi di protezione 

«Io sento quotidianamente da parte dei miei clienti, collaboratori ma anche non più collaboratori, un malcontento generalizzato – spiega il legale - perché quelle che sono le loro legittime aspettative nei confronti dello Stato, ovvero quel minimo di vivibilità che deve essere loro garantito, si sostanziano poi in mere chimere perché ci sono una serie di problemi, che nascono da una legge un po’ carente sotto alcuni profili, che necessiterebbero di una risoluzione radicale in tempi brevi».

I collaboratori di Rinascita Scott

Un tema, quello dei collaboratori di giustizia, che inevitabilmente richiama l’ultima maxi operazione della Dda di Catanzaro, Rinascita Scott, in merito alla quale l’avvocato Conidi afferma: «Ho avuto modo di vedere come, tra le dichiarazioni di tenore collaborativo, compaiano quelle di persone che non hanno programma di protezione. E questa per me è una cosa molto grave perché se da un lato si cerca di ottenere, e si ottengono, quantomeno in via preventiva, dei risultati da parte delle autorità inquirenti dall’altra però lo Stato nega il giusto corrispettivo a chi si adopera affinchè queste operazioni possano essere messe a punto. E questo io non lo accetto da difensore di persone che vengono continuamente esposte alle mafie attraverso l’acquisizione di veri e propri scritti a tenore collaborativo senza però che ciò comporti alcun tornaconto per come legge dovrebbe imporre in capo a chi ha reso quelle stesse dichiarazioni fidandosi di uno Stato che a volte per loro, e per varie ragioni, discutibili, non c’è».

La condizione dei minori

Accanto a questo l’autrice del volume “Un mondo invisibile” mette in risalto anche i danni enormi subiti  dai figli di chi si allontana dal mondo criminale e decide di collaborare con la  giustizia, diventando spesso oggetto di ricatti morali da parte di quei genitori che non condividono la scelta di sottostare al programma di protezione. Sono gli stessi minori di cui parla nel volume “L’invisibile mondo di Carlotta” anche Rita Tulelli. Un libro di 40 pagine, con prefazione di Angela Napoli e illustrazioni curate dai detenuti della casa circondariale Ugo Caridi di Catanzaro, che si rivolge alle giovani generazioni e attraverso la voce di una 15 enne, figlia di un criminale, parla della legalità come unica via d’uscita. Una storia ispirata a tante storie.

«Carlotta è figlia di uno ndranghetista che dopo varie vicissitudini sceglie di parlare a cuore aperto con suo padre per fargli capire che la vita che sta vivendo non è una vita bensì un incubo. E quindi gli fa capire quanto è importante collaborare con la giustizia». Il ricavato della vendita del libro sarà destinato alle attività ludico ricreative dell’Istituto penale per i minorenni Silvio Paternostro di Catanzaro, della casa circondariale Caridi e degli ospedali.

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