A Cosenza nasce “Gaia”, un museo di quartiere nel cuore della città vecchia

Un progetto di rigenerazione urbana per avvicinare le persone all’arte in luoghi che hanno necessità di nuova vita

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di Redazione
19 dicembre 2019
18:17
Palazzo Cosentini a Cosenza
Palazzo Cosentini a Cosenza

Nel cuore della città vecchia di Cosenza sta nascendo una galleria d’arte contemporanea dal basso così come avviene in gran parte del mondo. Un modo metropolitano di avvicinare le persone all’arte in luoghi che hanno necessità di nuova vita.

Questo posto è “Gaia” e vivrà dal 22 dicembre alle 18 a Palazzo Cosentini, uno dei tanti edifici storici che affacciano su corso Telesio a Cosenza. Un luogo necessario per la città in un posto dove il degrado strutturale necessita di tante “azioni” compresa l’arte e che si va a collocare fra le esperienze dei “musei di quartiere” presenti in tantissime città del mondo e, ovviamente, anche in Italia.

«Ci si prende cura delle cose, perché è tra queste che viviamo e che ci fanno sembrare il mondo bello o brutto – raccontano gli esperti d’arte, gli studiosi e gli artisti che compongono il collettivo e che hanno deciso di fare del Meridione il luogo dove applicare ciò che hanno imparato sul proprio percorso – Noi alla bellezza non vogliamo rinunciare, anche se tutto intorno crolla. Con questo manifesto vogliamo dire cosa siamo, cosa facciamo e cosa vogliamo».

Che cos’è “Gaia”

«“Gaia” è una galleria d'arte indipendente autogestita, una piccola officina culturale nel centro storico di Cosenza, tra un palazzo crollato e un altro occupato – viene spiegato nel suo manifesto – è un movimento di artisti e visionari tutti, che hanno voglia di creare spazio e tempo dedicati all'arte. Vogliamo unire ogni forma artistica come la pittura, la scultura, le arti visive, l'artigianato, la street art intorno a questa piccola nuova esperienza condivisa. “Gaia” pensa che l'arte non sia un lusso, né una roba da ricchi, come ci hanno sempre detto, ma è un modo per guadagnare tempo, per stare insieme, per lavorare a nuove idee, per studiare o più semplicemente per chiacchierare su quale colore sia più brillante. “Gaia” vede che l'arte vive in mezzo alla gente, tra le case, nelle piccole stanze e a volte è troppo solitaria. Vorremmo, invece, che l'arte fosse condivisa, vista, toccata, annusata, ascoltata, maneggiata».

Due mostre temporanee e due permanenti

Il percorso di “Gaia” inizia con quattro mostre: due temporanee e due permanenti. I primi ospiti saranno l’artista salentino Giuseppe Apollonio, con la serie “Dimore di memorie”, una lettura degli spazi urbani al di là di gravità e tempo, e il fotografo Giacomo Greco con “Room 408” dedicata interamente al la questione del diritto all'abitare.

Permanenti sono il laboratorio fotografico “Giochi di luce” condotto da Diego Mazzei con bambine e bambini del centro storico e il progetto permanente “Archeologia del Presente”, piccole storie di oggetti, persone, suoni e parole di Cosenza Vecchia con la partecipazione di Maira Marzioni e Remo De Vico.

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