Cosenza, primo incontro culturale post Covid della Fondazione Premio Sila

INTERVISTA | Presentato il romanzo Mara, una donna del Novecento di Ritanna Armeni, edito da Ponte alle Grazie. Si lavora alla nona edizione del Premio: «Entro fine mese avremo la decina»

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di Salvatore Bruno
3 luglio 2020
17:32

Mara non è una eroina, ma la sua figura è rappresentativa della condizione femminile dell’Italia fascista. Il romanzo di Ritanna Armeni, attraversa l’arco temporale compreso tra il periodo di massimo splendore del regime, coinciso con il colonialismo e la costituzione dell’Impero, e la fase di decadenza scandita dalla guerra, l’arresto del Duce, la conclusione del conflitto, fino al referendum del 2 giugno 1946, nel quale le donne furono per la prima volta ammesse al voto.

Conversazione in centro storico

Edito da Ponte alle Grazie, il libro Mara, una donna del Novecento, è stato presentato a Cosenza per iniziativa della Fondazione Premio Sila ’49, nel primo appuntamento post Covid, ospitato all’aperto in Piazza dei Follari, nel cuore del centro storico. All’introduzione del presidente della Fondazione, Enzo Paolini, è seguita una conversazione con l’autrice condotta da Ines Crispini, docente di filosofia morale all’Università della Calabria.

Il Premio Sila ci sarà

Nel corso dell'iniziativa è intervenuta anche Gemma Cestari, direttrice del Premio Sila. Ha annunciato lo svolgimento della nona edizione della manifestazione: «Nonostante i tempi ristretti - ha detto - abbiamo una nutrita richiesta di partecipazione. Lavoreremo per avere la decina dei finalisti entro fine luglio, il comitato di lettori valuterà le opere ad agosto e a settembre, se sarà possibile, organizzeremo la consueta cerimonia di consegna del riconoscimento».

Il flusso della democrazia

Il personaggio immaginario protagonista del romanzo di Ritanna Armeni, ha 13 anni quando ha inizio la narrazione. I suoi amori, i suoi desideri, le sue vicissitudini si snodano insieme all'evolversi delle sue posizioni verso il regime, attraverso i vari passaggi del sostegno, poi del dubbio, della critica, infine del distacco «che avviene - spiega la giornalista - come quello di grandissima parte delle italiane: non diventano partigiane o di sinistra, più semplicemente entrano nel grande flusso della democrazia».

Nessun sentiero fiorito

«Questo romanzo nasce da una esigenza: non mi convinceva l’immagine della donna fascista che viene fuori dai libri di storia. Nell’Italia Repubblicana però – ricorda Ritanna Armeni- le donne non hanno trovato un sentiero fiorito». Ecco l’intervista rilasciata al nostro network.

 

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