E venne il giorno della Calabria, l'arte orafa di Spadafora protagonista della nuova puntata

VIDEO | La sua collezione privata di ori antichi farà parte di un museo stabile aperto a tutti, ma ne sarà anche ne sarà allestito uno itinerante che sarà ospitato nei luoghi storici più belli d’Italia e del resto d’Europa. Appuntamento con il format questa sera ore 21 su LaC Tv

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di Redazione
22 maggio 2021
12:34

Giovambattista Spadafora, l’orafo delle Madonne, l’orafo dei papi, dei potenti, dei vip, degli uomini dello spettacolo e della cultura. Ma soprattutto l’orafo della gente semplice, della gente comune. Sarà lui il protagonista della seconda puntata di E venne il giorno della Calabria, il format condotto da Franco Laratta in onda questa sera ore 21 su LaC Tv.

Spadafora se n’è andato poche settimane fa, lasciando in dono al patrimonio pubblico, la sua collezione privata di ori antichi, che non ha eguali in Italia, e che racconta due secoli della vita della gente di Calabria e della gente del Regno di Napoli. Circa 500 oggetti preziosi, di particolare e antica bellezza.


Il ministero dei Beni Culturali, sotto la guida di Dario Franceschini, ha riconosciuto l’autenticità di 468 gioielli, vincolandoli per il loro particolare interesse storico e culturale.
Faranno parte di un museo stabile aperto a tutti, ma sarà anche allestito un museo itinerante che sarà ospitato nei luoghi storici più belli d’Italia e del resto d’Europa.

La storia della famiglia Spadafora di San Giovanni in Fiore è strettamente legata alla storia dell’oreficeria in Calabria. Dal 1800 orafi per amore e per passione.

Oggi i figli raccolgono la pesante eredità di Giovambattista: Giancarlo mostra immediatamente il talento per la manualità e l’estro del padre; Peppino, pur mantenendo la vena artistica che si manifesta in tutte le collezioni di gioielli, sviluppa una mentalità più imprenditoriale.

Carolina e Monica, invece, pur avendo sempre respirato il bello artistico, manifestandolo con il disegno di splendidi gioielli, hanno intrapreso gli studi giuridici e supportano così l’attività.

La sfida è in particolare una: continuare e rafforzare il fortunato ‘incontro’ tra l’arte di Giovambattista Spadafora e il pensiero del celebre abate Gioacchino da Fiore.

Dall’inedito contatto tra profezia e arte orafa, sono diventate d’oro e d’argento le splendide tavole del “Liber Figurarum” dell’abate Gioacchino che Dante celebra nel suo Paradiso come ‘il calabrese Abate Gioacchino di spirito profetico dotato”.
Nella puntata di sabato di “E venne il giorno della Calabria” vedremo per la prima volta una parte dei gioielli del Museo degli ori. E con l’architetto Pasquale Lopetrone racconteremo la storia di questi bellissimi gioielli.

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