Fase 3 Calabria: riaprono i cinema, ma il “Garibaldi” di Polistena resta chiuso

VIDEO | I gestori delle sale calabresi restano nel limbo a causa di protocolli poco chiari e obblighi discriminatori. La storia di Gaetano Laruffa

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di Agostino Pantano
12 giugno 2020
17:15

Lunedì, dopo mille polemiche e grandi attese, riaprono anche i cinema ma non tutti i gestori sono ancora soddisfatti. Tanto è vero che Gaetano Laruffa, proprietario della sala Garibaldi di Polistena, non accenderà le luci, non staccherà biglietti e non proietterà film: ha rimandato tutto a settembre, con grande malinconia.

 

«Il mio cinema è chiuso dal 7 marzo – racconta – non solo non ho preso alcun reddito, in tutto questo tempo, ma ora dopo il protocollo che il governo ha varato per la nostra categoria non ho proprio convenienza a aprire».

Non è per la capienza che Laruffa rinuncia, in fondo quel centinaio di posti che l’obbligo del distanziamento renderebbero disponibili, gli basterebbero. «Rappresentiamo l’unica attività per la quale il governo ha previsto il contemporaneo mantenimento dell’obbligo della mascherina e della distanza – prosegue Laruffa – tutto ciò temo che disincentivi lo spettatore».

 

Riaprirà a settembre il cinema Garibaldi, dunque, in un contesto nel quale l’Anec – l’associazione nazionale di categoria – continua a chiedere la revisione delle linee guida, ed anche i distributori hanno manifestato difficoltà, visto che va riprogrammata il resto della stagione, senza prodotti nuovi.

 

«Abbiamo attraversato diverse crisi – afferma Domenico Laruffa che aiuta il figlio nella gestione della sala – ricordo quando con l’avvento delle tv private, molti sostenevano che i cinema erano destinati a scomparire, invece siamo ancora qui, anche se questa crisi è assai diversa perché il governo per noi non ha previsto alcun incentivo per la ripresa».

Senza reddito e con regole che, dicono i Laruffa, solo le multisala possono rispettare senza perdere la loro identità.

 

«Per noi è diverso – conclude Gaetano Laruffa – noi siamo un presidio di cultura nelle comunità. Chi viene al cinema lo fa perché vuole vedere quel determinato film e vivere forme di aggregazione: quando tutto, come adesso, è in alto mare è meglio non farsi illusioni».

Giornalista
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