Il Comune di Catanzaro acquista il teatro Masciari, il sindaco: «Giornata storica»

VIDEO | Chiuso da quasi dieci anni e a lungo oggetto di un contenzioso con i proprietari, l'edificio monumentale rappresenta un pezzo di storia del capoluogo. Reperiti anche i fondi per la ristrutturazione

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di Redazione
9 aprile 2021
14:56

Con la firma dell’atto d’acquisto avvenuta nella mattinata di oggi, si compie un altro passaggio cruciale nel percorso di recupero e rilancio del teatro Masciari a Catanzaro. «È una giornata storica per Catanzaro» ha detto il sindaco, Sergio Abramo nel corso di un sopralluogo all’interno dell'edificio: «Il Masciari tornerà ad essere uno dei più importanti punti di riferimento culturali del capoluogo calabrese».

I fondi 

Affiancato dalla vicesindaco Gabriella Celestino e dai dirigenti Giovanni Laganà, Grandi opere e Agenda urbana e Antonio De Marco, oltre che dagli altri dirigenti comunali e diversi assessori e consiglieri, il sindaco ha illustrato gli interventi previsti per il consolidamento e restauro di una struttura che manterrà intatte tutte le sue caratteristiche architettoniche. L’acquisto del teatro, costato complessivamente 2 milioni 100mila euro, è stato finanziato in gran parte attraverso una devoluzione di un mutuo con Cassa depositi e prestiti (1 milione 500mila) e, in quota minoritaria, con il programma Agenda urbana (600 mila euro).


La ristrutturazione

«Non posso che ringraziare la famiglia Masciari per la disponibilità garantita in sede di trattativa. In questo modo hanno dimostrato amore vero e proprio nei confronti della città di Catanzaro» ha aggiunto ancora il primo cittadino. Altri 3 milioni 500 mila euro circa, sempre tramite Agenda urbana, consentiranno all’amministrazione di procedere con i lavori di adeguamento sismico, ristrutturazione e recupero della palazzina costruita nel 1923 la cui facciata in stile liberty, e la sua suggestiva scala monumentale, sono state per decenni un simbolo del centro storico: «E torneranno ad esserlo non appena possibile».

Timing

Entro due mesi, cioè una volta superato il periodo in cui il ministero della Cultura potrebbe esercitare il diritto di prelazione (perché si tratta di un bene vincolato sui piani storico, culturale e architettonico), il Teatro diventerà a tutti gli effetti di proprietà dell’amministrazione comunale e il settore Grandi opere potrà bandire la gara per la progettazione degli interventi di restauro.

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