Pubblicato da Da Vinci Classics, il primo album del pianista esplora Romanticismo e post-Romanticismo attraverso miniature, notturni, valzer e poemi, includendo anche il Valzer in la minore attribuito a Chopin e scoperto nel 2024
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Il 25 settembre segna una tappa importante nel percorso artistico del pianista classico Antonio Morabito, con la pubblicazione del suo primo album discografico, Inward Journeys (Viaggi interiori), edito da Da Vinci Classics.
Il progetto nasce dalla volontà di Morabito di trasformare l'esperienza musicale in un autentico percorso di ricerca interiore: un viaggio spirituale e metafisico dentro se stessi, alla scoperta di quella dimensione più intima e autentica dell'essere umano che la musica, più di ogni altra forma espressiva, è in grado di evocare.
«La musica è, in ultima istanza, un luogo in cui ognuno può accedere per ritrovare la parte più intima e vera di sé», racconta Antonio Morabito.
Da questa concezione prende forma il titolo Inward Journeys (Viaggi interiori), che racchiude tanto il significato artistico quanto quello umano dell'intero progetto. La musica diventa così per il pianista non soltanto uno strumento di espressione, ma un mezzo privilegiato di conoscenza interiore, capace di accompagnare l'ascoltatore in un percorso di ascolto, introspezione e trasformazione.
Un percorso attraverso il Romanticismo e il post-Romanticismo
La scelta del repertorio segue coerentemente questa idea. L'album è infatti incentrato sulle forme brevi del Romanticismo e del post-Romanticismo, repertorio nel quale compositori come Frédéric Chopin e Aleksandr Skrjabin riescono, attraverso miniature pianistiche dalla durata spesso contenuta, a concentrare una straordinaria densità espressiva.
Il pianista italiano esplora così i mondi interiori di Chopin e Scriabin attraverso la miniatura pianistica e la sua capacità di concentrare in pochi minuti di musica memoria, lirismo e invenzione armonica.
Il disco attraversa le Mazurche op. 30, i Notturni op. 32 e op. 55 e alcuni Valzer di Chopin, per approdare ai Notturni op. 5, agli Impromptus à la mazur op. 7, ai Preludi op. 27 e ai Poemi op. 32 di Scriabin. Morabito segue così un linguaggio in continua trasformazione: in Chopin la danza e il canto si fanno riflessione privata, mentre in Scriabin quella stessa eredità si spinge verso un universo armonico sempre più sospeso e visionario.
In pochi minuti di musica, la forma breve diventa quindi uno spazio capace di contenere emozioni, intuizioni e significati profondi. È proprio questa capacità di condensare un universo interiore in poche pagine musicali a costituire uno degli elementi centrali della ricerca interpretativa di Morabito.
La registrazione comprende inoltre il Valzer in la minore attribuito a Chopin, scoperto nel 2024 nelle collezioni della Morgan Library & Museum di New York. La presenza del brano colloca l'album fra le prime incisioni a documentare questa recente acquisizione del repertorio chopiniano.
Inward Journeys – Viaggi interiori si propone dunque come un'esperienza d'ascolto nella quale il repertorio non viene presentato soltanto nella sua dimensione storica e musicale, ma come un possibile itinerario verso la dimensione più profonda dell'individuo.
Un nuovo traguardo nella carriera di Antonio Morabito
La pubblicazione dell'album arriva in un momento di particolare esuberanza artistica per Antonio Morabito, impegnato nel corso dell'anno in una serie di concerti in Spagna, Polonia, Italia e Regno Unito.
Attivo a Londra, Morabito si è formato al Royal College of Music, dove ha conseguito un Master in Piano Performance, dopo precedenti studi in pianoforte, composizione e musica da camera in Italia e in Spagna. Alla formazione musicale affianca una laurea in Filosofia, elemento che contribuisce a definire il profilo di un interprete interessato tanto alla costruzione del linguaggio musicale quanto al significato del repertorio.
Nel corso della sua attività si è esibito in sedi quali il Teatro La Fenice, Steinway Hall, Trinity College Cambridge, l'Amaryllis Fleming Concert Hall e l'Istituto Italiano di Cultura di Londra.
Il debutto discografico rappresenta così un ulteriore passo nel percorso del pianista e un'occasione per confrontarsi con nuove sfide nel campo dell'interpretazione e della ricerca musicale. Con Inward Journeys, Morabito affronta un repertorio nel quale la brevità non riduce la portata del pensiero musicale, ma la concentra.
A curare le note di accompagnamento del CD è la musicologa e docente Federica Nardacci, mentre la registrazione è stata realizzata presso Elios – Registrazioni Audio Visive di Castellammare di Stabia.
Un ringraziamento particolare va a Giovanna De Liguori, responsabile dello studio di registrazione, e al tecnico del suono Carlo Gentiletti, per il contributo alla realizzazione del progetto.
Le immagini della copertina e quelle presenti all'interno del booklet sono state realizzate dalla fotografa Kate Kantur, alla quale va uno speciale ringraziamento per aver contribuito, attraverso il linguaggio fotografico, alla definizione dell'identità visiva dell'album.
Disponibile dal 25 settembre
Inward Journeys (Viaggi interiori) di Antonio Morabito è disponibile dal 25 settembre nei negozi di dischi e sulle principali piattaforme digitali, tra cui Spotify, YouTube Music, Amazon Music e Apple Music.
Con questo primo lavoro discografico, Antonio Morabito affida alla musica un invito all'ascolto che va oltre la semplice dimensione concertistica: un viaggio verso l'interno, nel quale l'ascolto può diventare occasione di conoscenza, riflessione e incontro con la propria parte più autentica.

