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La magia dell’Abbazia di Corazzo, nel cuore della Calabria sulle orme di Gioacchino da Fiore

Si trova a Carlopoli ed è tra le località archeologiche più visitate degli ultimi anni, scenografia di eventi culturali e festival. Tra i ruderi del sito sopravvissuto ad un tragico terremoto è “Vietato calpestare i sogni”

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di Tiziana Bagnato
8 settembre 2021
08:20

Ruderi che raccontano un passato ammaliante al limite tra le province di Catanzaro e Cosenza nel cuore della Calabria. L’Abbazia di Corazzo, a Carlopoli, è uno dei luoghi più suggestivi e visitati degli ultimi anni, una vera e propria attrattiva per appassionati di archeologia e storia ma non solo, perché questo luogo per lungo tempo dimenticato è anche scenografia di eventi culturali e festival.

L’Abate Gioacchino da Fiore

Fondata dai monaci benedettini nel corso dell’undicesimo secolo, l’Abbazia crollò sotto le scosse del terremoto del 1783. Il nome e la celebrità dell’Abbazia è legata in particolare al nome di uno dei più grandi mistici medievali, Gioacchino da Fiore, che qui fu abate dal 1177 fino al 1187.Gioacchino istituì a Corazzo uno scriptorium e qui redasse partire dal 1176 una dozzina di opere. Nel 1188, dopo avere affiliato la sua abbazia a quella cistercense di Fossanova, lasciò quella comunità e si rifugiò prima a Pietralata e poi, dal 1189, a Fiore.


Il progetto Gedeone

A riportare l’Abbazia alla “luce”, a tirarla fuori dal dimenticatoio e a farla rivivere diventando centro nevralgico di attività, popolata da turisti, visitatori e centro nevralgico del turismo di prossimità è stato il progetto Gedeone, il cui leit motiv è sintetizzato nel cartello “Vietato calpestare i sogni”.  
Nel 2013 il Comune di Carlopoli gli ha concesso questi terreni in comodato d'uso gratuito decennale. Sugli otto ettari l’Associazione Comunità di volontariato SS Pietro e Paolo di Lamezia Terme, il Centro di Salute Mentale del Reventino di Decollatura, la “New Day Onlus“ di Soveria Mannelli e l’azienda agricola Apicoltura Miceli di Lamezia Terme hanno creato laboratori e attività.

Lo scopo è innescare un meccanismo basato sull’accoglienza, sulla riappropriazione dei luoghi storici e naturalistici da parte delle persone. L’Abbazia viene mantenuta pulita e accogliente, è stata creata una piccola area picnic e il monaco cistercense Fra Guida accompagna i visitatori alla scoperta della storia di Corazzo.
Nel 2014 l’Abbazia Corazzo si è aggiudicata il primo posto in Calabria e il 46esimo posto a livello nazionale nella classifica de I Luoghi del Cuore, il censimento luoghi italiani da non dimenticare” promosso dal Fai (Fondo Ambiente Italiano).

Il progetto di restauro

In ballo c’è anche un progetto di restauro presentato dall'architetto Pasquale Lopetrone, responsabile del patrimonio della Soprintendenza archeologica per Catanzaro, Cosenza e Crotone. I lavori costeranno 1,2 milioni di euro finanziati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr) e dovrebbero riguardare in particolare la chiesa e i contrafforti ad arco. Ma non solo. Il restauro dovrebbe portare alla creazione di un ambiente polivalente, utilizzabile come museo o sala per i visitatori e per gli incontri per le scuole. Verranno anche consolidate le altre parti della chiesa e ripuliti e ristrutturati chiostro, refettorio, dormitorio, biblioteca, scriptorium e sala capitolare.

Ma il sottosegretario alla Cultura, Lucia Borgonzoni, rispondendo in commissione Cultura del Senato a un’interrogazione di Margherita Corrado (Ac) ha annunciato la necessità di pervenire a soluzioni diverse per usufruire del finanziamento e per conseguire una valorizzazione integrata alle esigenze di tutela e conservazione. La Soprintendenza ha inviato una nota al comune di Carlopoli chiedendo di riformulare la progettazione proposta e specificando che, in attesa di quanto richiesto, il procedimento è da considerarsi sospeso. Al momento non risulta pervenuto alcun nuovo progetto.

Giornalista
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