Il personaggio

La scoperta della musica grazie a una pianola, il maestro cosentino Andrea Bauleo: «Il pianoforte mi ha salvato»

Il musicista calabrese nonostante la giovane età è già un pianista affermato: «Il classico non esiste, il classico siamo noi, sono i grandi interpreti, è Verdi ma anche Mina»

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di Franco Laratta
31 agosto 2022
10:43
Andrea Bauleo
Andrea Bauleo

«La musica mi ha salvato. Probabilmente se non l’avessi incontrata, oggi non sarei qui». Andrea Bauleo è un giovane pianista cosentino: brillante, moderno, attento all’evoluzione della musica, pianista di talento e di successo, musicista molto apprezzato in provincia di Cosenza e in tutta la Calabria. Lo conosco da un diversi di anni, abbiamo anche fatto qualcosa insieme a teatro. L’ho visto crescere notevolmente come musicista e come giovane impegnato.

Un caffè insieme è una buona scusa per parlare di quella passione che condividiamo: la musica. Ovviamente lui da professionista e maestro. Andrea mi racconta di come ha incontrato per la prima volta la musica, da piccolino in famiglia, in un quartiere periferico di Cosenza. In casa c’era una chitarra, che fra l’altro nessuno suonava. Poi c’era il papà che lo spingeva sempre di più verso la musica. Del resto al lui piaceva cantare, ma soprattutto amava la bella musica.


Andrea come per istinto scopre di amare il pianoforte: è successo quando il papà gli ha fatto trovare in casa una pianola, con il pressante invito a frequentare un’accademia di Cosenza. Quella pianola fa impazzire il giovanissimo Andrea, che scopre di avere l’orecchio assoluto, e quasi in automatico si mette a suonarla, come se l’avesse avuta sempre con sé. Grazie al papà frequenta l’accademia e il pianoforte diventa sempre più un inseparabile amico, lo strumento che lo avrebbe avvicinato per sempre alla musica.

Quindi  frequenta il conservatorio musicale, concludendo gli studi con tre anni di anticipo. Brillantemente. Nel suo cuore, fra le sue mani, c’è sempre un pianoforte, che lui suona davvero da maestro, con forza, con passione: «Nella musica sono romantico, mi metto anche a piangere quando ascolto buona musica o anche belle canzoni. Nella vita invece non lo sono».

Ma la storia di Bauleo è ancora più importante: «La musica mi ha salvato. Perché mi ha fatto evitare devianze che avrebbero potuto farmi male. Grazie alla musica ho evitato di finire per strada, probabilmente a bere e ad ubriacarmi, finendo nel degrado delle cattive amicizie. Invece la scoperta della musica è stato un freno alle mie esuberanze giovanili, mi ha fatto rinascere e ripartire. E così ho scoperto un mondo fantastico, che mi ha dato forza e coraggio. Mi ha cambiato dentro. Mi ha fatto capire che quella era la mia vita».

Il maestro Bauleo dice spesso che la musica è una, non crede che esistano la musica classica e quella leggera. Per lui la musica è emozione, e se un pezzo ti fa emozionare vuol dire che funziona, classico o leggero che sia. Lui ama tanto Puccini, i grandi classici, i pezzi immortali, ma sa benissimo che bisogna avvicinare i giovani alla musica, a quella che si chiamava classica e che forse oggi gli stessi autori del settecento o dell’ottocento suonerebbero in maniera diversa, magari con strumenti diversi, anche inserendo la batteria.

Perché la musica è evoluzione, è viva, anzi vive con noi e dentro di noi. «Dentro di me c’è questo sconfinato amore per la musica che mi ha fatto scoprire la gioia della vita, mi ha fatto immaginare un mondo diverso, carico di emozioni e di passione». Andrea è senza dubbio un bravo ragazzo, uno che può fare tanto, e che ha già superato tante prove, vincendo le sfide più difficili, suonando nei teatri più importanti e nei concerti più impegnativi. Il tutto nonostante la giovane età. Potrebbe suonare tutte le sere, scegliere concerti di ogni genere, ma ha deciso anche di non eccedere, di puntare tutto sulla qualità, guardando alla contaminazione, ma sempre con il rispetto della musica, che lui considera praticamente sacra.

Il classico non esiste, ripete Andrea, il classico siamo noi, sono i grandi interpreti, è Verdi ma anche Mina. Andrea vive di musica: racconta quando con una ragazza che le piaceva, una brava cantante lirica, stavano per ore in macchina ad ascoltare musica: «Eravamo felici e contenti, come se avessimo fermato il mondo. Ecco questa per me la musica». 

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