Eccellenze

Le sue foto hanno segnato un’epoca, è calabrese il re dei paparazzi fra i grandi protagonisti della Dolce vita

Apprezzato in tutto il mondo, Rino Barillari entra nel mondo dei vip e delle stelle dello spettacolo. Oltre 50 anni di carriera, riconoscimenti e incarichi universitari

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di Franco Laratta
16 dicembre 2021
11:45
Barillari dal Papa (2018) Foto Giacomo Gabrielli/Toiati
Barillari dal Papa (2018) Foto Giacomo Gabrielli/Toiati

C’è un calabrese fra i grandi protagonisti della Dolce vita, un fotografo che è stato l’incubo, ma anche il sogno dei divi della musica, del cinema e dello spettacolo di tutto il mondo.
Le sue foto hanno segnato un’epoca, quella d’oro degli anni ‘60, fino a incidere profondamente nel costume dei decenni successivi.
Rino Barillari, re dei ‘paparazzi’, fotografo apprezzato nel mondo, vive a Roma, è un calabrese nato a Limbadi nel 1945.

Mi è capitato di incontrarlo di recente, di bere con lui un buon caffè nel centro storico di Roma, per poi fare visita al ministro Franceschini. Con noi l’orafo calabrese Peppino Spadafora, erede con il fratello Giancarlo del grande orafo Giovambattista Spadafora, amico personale di Barillari.


Il celebre re dei paparazzi all'età di 14 anni scappa di casa e va a Roma con un amico. Comincia facendo lavori umili nei pressi di Fontana di Trevi. Con i primi soldi compra una macchina fotografica, una Comet Bencini.
Le sue foto, più precisamente i negativi delle sue foto, li vende alle agenzie giornalistiche più importanti.
La sua fortuna è legata alla ‘Dolce vita’, quando ancora giovanissimo riesce a fotografare molti vip (siamo tra la fine degli anni ‘50 e i primi anni ‘60).

«La mia prima macchina fotografica è stata una Comet 3 acquistata al mercatino domenicale di Porta Portese» dice Rino.
Nel suo obiettivo, come scrive “La Fabbrica dei Sogni” finiscono i grandi dell’epoca: Liz Taylor, Ingrid Bergman, Jacqueline Kennedy, Barbra Streisand, Brigitte Bardot, Ava Gardner, Silvana Pampanini, Virna Lisi, Sophia Loren, Marcello Mastroianni, Claudia Cardinale, Marlon Brando, Vittorio Gassmann, Anna Magnani, Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, i Beatles, Robert De Niro, Al Pacino, Francis Ford Coppola, Michael Jackson, Demi Moore, Angelina Jolie, Elton John, Madonna, Maradona, per citarne alcuni.

La stella del giovane fotografo calabrese brilla, anzi splende sempre di più.
Una rissa con Peter O'Toole in Via Veneto gli porta ancora più grande notorietà.
Negli anni successivi i suoi scatti fanno il giro del mondo: Frank Sinatra in Via Veneto al Café de Paris, Charles Aznavour in Via dei Condotti, l'astronauta americano Buzz Aldrin alla "Cabala" – Osteria dell'Orso, Franco Nero a Fontana di Trevi, Elizabeth Taylor alla "Cabala", Barbra Streisand in via dei Condotti, Mickey Rourke a Fregene, Claudia Schiffer “dal Bolognese”, Margaret d'Inghilterra al "Jackie'O", Bruce Willis ai “Due Ladroni” e così via.

Barillari riesce dove tutti gli altri nemmeno osano, non importa se i bodyguard lo strattonato e a volte lo picchiano duramente per impedirgli di fotografare scene che dovevano rimanere riservate.
Rino entra di prepotenza nel mondo dei Vip, delle stelle, li insegue, li trova, li fotografa. Di molti diventerà anche amico. In fondo molti Vip devono tanta notorietà e nuova fama ai suoi scatti.

Dagli anni sessanta in poi Barillari si occupa di cinema, degli anni di piombo e di vari episodi di cronaca nera lavorando per Il Tempo e dal 1989 per Il Messaggero.
Nella notte del 18 agosto 1966 dopo aver assistito a La Bussola di Viareggio ad un concerto di Charles Aznavour e Amália Rodrigues, rimase seriamente ferito in un brutto incidente stradale.
Durante 54 anni di carriera da paparazzo Rino Barillari ha conosciuto di tutto, perfino 160 visite al pronto soccorso, 11 costole rotte, 1 coltellata. Lo hanno aggredito più volte distruggendogli circa 80 macchine fotografiche e 40 flash. Ma lui non si arrese mai. Il suo motto? “Dio ti vede ma Barillari pure”!
Riceve riconoscimenti e incarichi universitari in mezzo mondo. In Italia è Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (2 giugno 1998) e Ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana (27 dicembre 1992).

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