La scoperte

Maida, ritrovata in campagna una colonnina riconducibile all’epoca romana

Il rinvenimento si inserisce nello studio della viabilità medievale del territorio, quale momento di approfondimento di argomenti specifici trattati nel convegno L’Area Istmica Lametina tra bizantini, Arabi e Normanni

di Redazione
24 agosto 2022
10:29
Uno scatto nel momento del ritrovamento
Uno scatto nel momento del ritrovamento

Nel territorio di Maida, nei giorni scorsi, è stata trovata e messa in sicurezza una colonnina di epoca presumibilmente romana adibita a cippo confinario. A scoprire il reperto litico è stato l'architetto Alessandro Ciliberto.

La conformazione materica del reperto è costituita da roccia carbonatica metamorfica di colore grigio chiaro a grana fine che non apparterrebbe a rocce locali; si conclude nella circonferenza superiore con forma quadrilobata e lavorazioni di raccordo al fusto. Presenta un'anima metallica come perno di aggancio per un elemento sovrapposto non evidente a prima vista sul sito. Dalla preliminare analisi effettuata dagli archeologi accorsi sul sito, il reperto è riconducibile al periodo romano.


Il rinvenimento si inserisce nello studio della viabilità medievale del territorio, quale momento di approfondimento di argomenti specifici trattati nel convegno L’Area Istmica Lametina tra bizantini, Arabi e Normanni, organizzato dall' Associazione culturale La Lanterna e tenutosi a Lamezia Terme e a Maida lo scorso mese di maggio. La collocazione della colonna in prossimità di una biforcazione stradale confermerebbe le ipotesi esposte dall’architetto Ciliberto durante il convegno sulla gerarchia dei tracciati viari classici dell'istmo, ancora in uso nel Medioevo.

La collaborazione tra il Comune di Maida nella persona della dottoressa Angela Decio, assessore alla Cultura e al Patrimonio, la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Catanzaro e Crotone, con il responsabile di zona archeologo Alfredo Ruga, la supervisione del comandante della stazione dei carabinieri di Maida maresciallo Sepe, ha permesso un tempestivo intervento di asportazione del reperto, eseguito dall'archeologo incaricato Eugenio Donato, e la sua conseguente messa in sicurezza. Presenti al momento del recupero, oltre all’architetto Ciliberto e all’archeologo Donato, il sindaco di Maida Galdino Amantea, l’assessore Decio, il responsabile tecnico Sabatini e gli esponenti delle forze dell’ordine.

«Sono molto orgoglioso del ritrovamento – dichiara l’architetto Ciliberto – questo elemento architettonico oltre a confermare gli studi ci permette di aprire nuovi scenari sulla storia del nostro territorio fino ad ora solamente ipotizzati. Nei prossimi giorni inizierà la fase di studio e potremo avere maggiori risposte».

«Maida ha un patrimonio storico e culturale immenso – dichiara l’assessore Angela Decio –parte del quale è ancora tutto da scoprire e raccontare, siamo orgogliosi di questo ritrovamento per le prospettive di studio e di approfondimento che esso comporta. È stata mia ferma volontà, condivisa all’unanimità dall’Amministrazione, che il reperto rimanesse a Maida e non venisse portato a Lamezia».

«Il nostro augurio – dichiara il sindaco Galdino Amantea – è che questo ritrovamento sia il punto di partenza di altri più numerosi reperti che possano confermare lo studio e le ipotesi contenute nel lavoro dell’architetto Ciliberto. Da parte del Comune non possiamo che renderci disponibili alla collaborazione. A questo proposito teniamo a ringraziare don Angelo Cerra per aver messo a disposizione una temporanea e sicura custodia della colonnina».

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