Il caso

Mancava il curriculum, così la Film Commission ha bocciato l’opera di Carpignano premiata a Cannes

VIDEO | Il regista vince per la seconda volta al Festival del cinema, e ora si scopre che per la Fondazione regionale è uno sconosciuto: hanno bocciato la sua domanda di accesso ai fondi per difetti formali 

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di Agostino Pantano
25 luglio 2021
17:01

Premiato a Cannes, bocciato dalla Calabria Film Commission. È amara la scoperta fatta a pochi giorni dalla nuova incoronazione, al festival cinematografico per eccellenza, del regista italo americano Jonas Carpignano che, dopo la sua scelta di fare pellicole sulla Calabria – regione dove ha messo su famiglia e vive stabilmente – incassa una mortificazione di quelle brucianti.

Per il suo “A Chiara”, che in Francia gli ha dato una seconda soddisfazione - dopo il successo di “A Ciambra” che vinse anche il Davide di Donatello – il braccio operativo di cui è commissario Giovanni Minoli ha usato la mannaia, bocciando la partecipazione della casa cinematografica di Carpignano al bando al tempo varato.


«Inammissibile», così la commissione presieduta dal direttore Gianvito Casadonte aveva bollato l’istanza della Stayblack per ottenere i fondi, a favore di un film che, invece, a Cannes è andato con il supporto del ministero della Cultura e del Consiglio europeo, tramite Eurimages, per una coproduzione che ha impegnato anche Rai cinema e il Centro francese di cinematografia.

La Film Commission dunque ha fallito l’appuntamento con il prestigio internazionale a cui ormai il regista ci ha abituati, visto anche il suggello che le sue opere hanno sempre anche da parte di Martin Scorsese che spende sempre parole di elogio per questo rinato neorealismo italiano con un lavoro che Carpignano fa sempre interpretare ad “attori di strada”.
Nessuna collaborazione perché, tra le altre cose nella istanza presentata, sarebbe mancato il curriculum del regista dell’opera – uno dei requisiti considerati imprescindibili nel bando – con Carpignano che ha incassato questo amarissimo e insolito altolà, per ora senza fare polemiche.

Difetti formali nella domanda che sanno di misteriosa beffa, in una regione dove domanda e offerta di patrocinio spesso si incontrano al di là della carta bollata, anche per opere spesso insignificanti, ma, questa volta, per la Calabria Film Commission “la legge è legge” e poco importa se a «domanda inammissibile» segue una brutta figura internazionale.

Giornalista
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