Calabria, l'esame di maturità nell'anno covid entra nella storia tra mascherine e Croce rossa

VIDEO | Dispositivi di protezione, sale d’attesa in cui attendere da soli il proprio esame di maturità, sedie e banchi igienizzati ad ogni candidato. Presenti anche gli operatori sanitari pronti a intervenire in caso di necessità

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di Redazione
17 giugno 2020
14:40

L’esame di Stato 2020, che conclude il percorso corso di studi scolastici, è un evento storico. Mai prima d’ora, la maturità aveva dovuto fare i conti con gli effetti di una pandemia e con le stringenti regole per la prevenzione dei contagi. Tra mascherine, guanti e distanziamento sociale, anche gli studenti calabresi hanno dovuto affrontare la prova in un clima surreale.
Siamo stati a Catanzaro, Lamezia Terme e Reggio Calabria per vedere come è andata questa prima giornata di esami.

 

Catanzaro

di Daniela Amatruda

Sono circa 19mila i maturandi calabresi che affronteranno da oggi il nuovo esame di Stato post covid in presenza, armati di mascherine e igienizzanti. Di questi, poco più di mille sono candidati esterni che invece discuteranno l’esame orale a settembre.

Dopo circa 100 giorni, dunque, si torna in aula con una doppia emozione: l’ansia per la il colloquio e la gioia di rivedere finalmente docenti e compagni. 

Nel catanzarese sono oltre 3 mila i maturandi. Attesa e tanta emozione questa mattina tra i candidati di questa prima giornata di esami al liceo scientifico “Siciliani” di Catanzaro. 

Il racconto degli studenti

«Dopo tutti questi mesi – ha detto Matteo Talarico, maturando del “Siciliani” – è stato bello ritornare in classe, mi è mancata tanto la scuola. Avrei tanto voluto vivere la gita di quinto con i miei compagni e la festa dei 100 giorni, ma purtroppo è andata così. Siamo molto emozionati – ha aggiunto Matteo riferendosi all’esame - ed anche se la prova è molto facilitata rispetto agli anni precedenti, perché non abbiamo avuto la prova scritta in aula, la paura dell’esame orale c’è sempre perché non si sa mai cosa potranno chiederci». 

«L’ansia da notte prima degli esami – ha affermato un altro maturando, Marcello Feroleto – c’è stata anche per noi. Non sono riuscito a dormire. Però sono contento di poter fare l’esame a scuola, guardando negli occhi i professori, anziché fissare uno schermo».

Emozionati anche i prof

Un ritorno in aula che ha reso felici anche i docenti: «È davvero forte l’emozione anche per noi – ha detto Nicola Chiriano, docente di matematica e fisica del “Siciliani”- e credo sia giusto far vivere loro almeno questa esperienza in presenza, un momento che porteranno comunque nel cuore per tutta la vita». Inoltre, come spiegato da Chiriano, questi esami rappresentano anche una prova generale per settembre: «Non sappiamo ancora cosa accadrà per l'inizio del nuovo anno scolastico - ha detto Chiriano -, ma noi siamo pronti».

In cosa consiste l’esame

Si tratta di una prova divisa in diverse fasi. La prima riguarda la presentazione di un elaborato da parte dello studente, consegnato per email, che riguarda le discipline della seconda prova scritta, specifiche per il proprio indirizzo di studio; poi l'analisi di un testo di letteratura italiana in sostituzione della prima prova scritta; segue poi una discussione multidisciplinare sui materiali predisposti dalla commissione; quindi una relazione sulle esperienze vissute dallo studente durante il tirocinio di alternanza scuola-lavoro e, per ultimo, alcune domande su Cittadinanza e Costituzione. 

La Commissione d'esame è composta da 6 docenti tutti interni ad eccezione del presidente, un esterno designato dal ministero. 

I crediti saranno diversi rispetto al passato: maggior peso al percorso scolastico, fino a 60 crediti, e fino a 40 al colloquio orale. Il voto massimo finale resta 100 su 100 e si potrà ottenere la lode. 

Oltre alle regole del distanziamento stabilite dal Comitato Tecnico Scientifico, tutti coloro che entreranno nelle scuole dovranno mostrare un'autodichiarazione che attesti il proprio stato di salute e soprattutto di non avere febbre oltre i 37,5° e di non trovarsi in quarantena. 

Non è obbligatorio portare i guanti, ma soltanto indossare la mascherina ed utilizzare i gel igienizzanti messi a disposizione dalle scuole.

Lamezia Terme

di Tiziana Bagnato

Un silenzio assordante, entrate ed uscite controllate e diversificate. Mascherine e igienizzante mani. Un clima quasi spettrale se paragonato a quello degli anni precedenti. Diplomarsi nel 2020 in tempo di Covid è anche questo. Non solo una vera e propria rivoluzione nelle modalità di esame, ma anche nel contorno, nel prima e nel dopo. Tanto che in diverse scuole è stata chiesta la collaborazione della Croce Rossa Italiana per far sì che venisse controllato il rispetto della norme anti Covid. Come nel Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Lamezia Terme.

 

Igienizzazione delle mani all’ingresso, modulazione degli esami in modo da fare entrare nella scuola massimo due studenti per volta. Un solo accompagnatore ammesso, e poi registrazione, scale differenziate per ingressi ed uscite, igienizzazione di banchi e sedie dell’intera commissione tra un candidato e l’altro ad opera dei collaboratori scolastici con successivo controllo da parte della Croce Rossa. E, ancora, isolamento in una sala d’attesa del candidato.

 

Un vero e proprio capovolgimento dell’esame rispetto al passato. La Croce Rossa vigila attentamente sul rispetto delle regole di distanziamento e di igienizzazione affiancata dal personale della scuola. «A monte c’è un accordo tra il ministero della Pubblica Istruzione e quello della Sanità che prevede la presenza di operatori sulle distanze e l’igienizzazione – ci spiega il presidente della Croce Rossa di Lamezia Terme Teresa Ferrise – non dobbiamo dimenticare che il Coronavirus è ancora presente anche se la percezione è diminuita. Nelle scuole e in generale con i giovani abbiamo notato maggiore attenzione che con gli adulti nel rispetto delle norme».

 

A livello centrale è stato creato un numero a disposizione dei dirigenti scolastici gestito da medici. Ci sono poi i test sierologici, opportunità per scovare chi è stato al contatto con il virus e gli asintomatici. La Croce Rossa ha allungato di un’ulteriore settimana i tempi di somministrazione riuscendo a raccogliere qualche adesione in più. Ma in generale i calabresi latitano, dribblando a monte questa opportunità in quanto non rispondono alla chiamata della Cri.



Reggio Calabria

di Gabriella Lax

Emozione e agitazione per una prova diversa da tutte le altre e che sono stati i primi ad affrontare. Anche nella città dello Stretto si sono ritrovati davanti stamattina ai cancelli delle scuole cittadine i ragazzi per gli esami di maturità, il primo dopo l’emergenza covid.

 

Si sono messi alle spalle le paure ed il vissuto degli ultimi 3 mesi con la didattica a distanza. Ma quello di oggi, per tutti è un esame sperimentale: niente scritti, ma solo un articolato esame orale davanti alla commissione, rispettando il distanziamento.

Al liceo scientifico Leonardo da Vinci, il primo candidato è Alessio ed entra intorno alle 8.30. Tutto secondo programma. Fuori Pietro, accompagnato dalla mamma spiega «Ho dormito stanotte. Alla fine se si è studiato con costanza si può stare tranquilli. Un po’ di ansia c’è, ma è costruttiva. Bisogna affrontare l’esame con le nuove modalità. Anche questa è una prova: nella vita si presenteranno sempre imprevisti e noi dobbiamo essere in grado di affrontarli».

 «È un esame differente -  dice Matteo - ma cercherò di svolgerlo con la massima tranquillità. In quarantena con le videolezioni e la didattica a distanza siamo a stare vicini e a studiare anche se virtualmente».

 

All’istituto Piria c’è Sabrina che dice «Ho tanta ansia anche se le cose le so. Sono un poco euforica perché non vedo l’ora di finire». E Francesco: «Sono pronto. Ho dormito 5 ore ma va bene. Siamo stati fortunati a fare questi tipo d’esame in un’unica sessione, anche se non sappiamo cosa ci chiederanno».

Fuori dal magistrale Gullì c’è ancora chi, libro alla mano, ripassa, come Myriam: «Mi sento molto agitata ma speranzosa. Ho dormito poco, ho fatto la nottata».

E se qualcuno ancora ripassa in ansia in vista della prova, qualcun altro può già festeggiare. Primo ad essere entrato, Alessio è il primo studente del liceo scientifico Leonardo da Vinci a varcare l’uscita alle 9.25. L’esame è durato circa 50 minuti ma, tutto sommato «È stato facile» spiega, tra gli abbracci della madre e del compagno di banco che lo ha assistito durante la prova. «Ai miei compagni dico di studiare, ma anche di stare tranquilli» chiude.

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