Al Museo di Reggio la storia della balena fossile di Ortì

Il reperto rinvenuto alle pendici dell’Aspromonte rappresenta un frammento del passato dell’area dello Stretto, che lascia tracce di mare dove oggi sorge la montagna

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di Redazione
21 maggio 2018
16:00

Boom di presenze, al Museo archeologico nazionale di Reggio Calabria, per la Festa dei musei 2018, indetta dal Mibact. Nella sola giornata di sabato 19 maggio, gli ingressi sono stati oltre 1700, tra visitatori e partecipanti alla ricca programmazione, che ha compreso anche la prima apertura serale della stagione. Il direttore Malacrino commenta: «Il Museo si conferma come il principale attrattore della cultura e dell’arte per grandi e bambini, un luogo di incontro e di confronto dove divertirsi nella conoscenza».

 

Presentazione scheletro fossile di balena

Il prossimo appuntamento, nel ricco calendario degli eventi sarà mercoledì 23 maggio, alle ore 17.30. In sala conferenze ascolteremo dal racconto diretto di Filippo Sorgonà l’emozione del ritrovamento, esattamente venticinque anni fa, di uno scheletro fossile di balena, datato tre milioni di anni. La scoperta è avvenuta a Monte Chiarello di Ortì, alle pendici dell’Aspromonte, dove in origine si trovavano amene spiagge affacciate sul mare. Il protagonista ripercorrerà le tappe di questa scoperta, che definisce “fortunosa e fortunata”, insieme al professore Renato Crucitti, subito informato e coinvolto nell’avventura del ritrovamento, portata a compimento grazie a uno scavo condotto dall’Università degli Studi di Messina, dopo che lo scopritore ebbe informato la Soprintendenza. Di quel team faceva parte anche la professoressa Antonella Cinzia Marra, docente associato di Paleontologia nell’ateneo siciliano e allora ancora studentessa, che interverrà al Museo illustrando l’importanza della scoperta. «La balena di Ortì – dichiara la prof.ssa Marra – è un reperto di notevole valore scientifico, eppure non è l’unico fossile di grande interesse che l’area dello Stretto abbia rilasciato. Ringrazio il direttore Malacrino per l’attenzione prestata ai fossili e auspico la nascita di una realtà museale dedicata alla Geologia e Paleontologia».

 

La storia della balena fossile di Ortì è la storia dell’area dello Stretto, che lascia tracce di mare dove oggi c’è la montagna. Assolutamente da non perdere, dunque, questo appuntamento, per un viaggio a ritroso nel tempo fino alle origini della Calabria. I magnifici Bronzi di Riace saranno splendidi padroni di casa, ma il MArRC è #nonsolobronzi. Fino ad ottobre, il Museo sarà aperto tutti i giorni, dalle 9.00 alle 20.00, con ultimo ingresso alle 19.30.

 

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