Nero di Seppia, Gregorio Corigliano racconta il fascino di una Calabria perduta

VIDEO | Nel libro il giornalista mescola quarant'anni di attività gelosamente custodita nei suoi taccuini, con gli odori e i sapori della sua terra d'origine, affacciata sul mare di San Ferdinando 

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di Salvatore Bruno
16 dicembre 2019
13:52

Sfogliando le pagine dell’ultima opera letteraria di Gregorio Corigliano, giornalista, una vita trascorsa a raccontare la Calabria dagli schermi della Rai, si ha la sensazione di rimanere sospesi nel tempo, anzi, di tornare indietro nel tempo, di riavvolgere il nastro, proiettati in una dimensione dove non c’è posto, per fortuna, per i ritmi incalzanti del terzo millennio. Lo sottolinea anche Tommaso Labate, nella prefazione del volume intitolata Nota dell’Anima: «Di fronte al libro di Gregorio ho scoperto che leggere equivale anche a rivivere la propria vita» scrive la prestigiosa firma del Corriere della Sera.

Il mare di San Ferdinando

Edito da Pellegrini, Nero di Seppia ripercorre quarant’anni di storia della regione, attraverso gli appunti gelosamente conservati dal cronista, facendo emergere anche interviste memorabili come quella strappata a Cesare Casella appena rilasciato dopo due anni di sequestro. «Ho voluto rivivere la mia vita – ha sottolineato l’autore - poco meno dal punto di vista professionale, forse lo farò un giorno, ma di più da punto di vista del sentimento che mi lega al mio paese, ai miei ricordi di infanzia, a tutto ciò che ha contraddistinto il mio modo di essere». L’attività giornalistica di Gregorio Corigliano si mescola con gli odori e i sapori della sua terra d’origine e sono questi ultimi ad avere il sopravvento, insieme ai colori del mare di San Ferdinando.

La presentazione a Cosenza

Ospitata a Cosenza sulla Terrazza Pellegrini, alla presentazione del libro, moderata da Antonietta Cozza, sono intervenuti tra gli altri Riccardo Giacoia e Pantaleone Sergi, insieme ad Agostino Pantano, autore della post fazione. Presente inoltre Mario Tursi Prato che ha letto alcuni brani della pubblicazione. È stata anche l’occasione per una riflessione sull’evoluzione della professione giornalistica.

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