Mormanno, nasce Rurà: uno spazio per raccontare arte e territorio

VIDEO | Nella sede del seminario vescovile, grazie alla disponibilità della Diocesi di Cassano all'Jonio, una cooperativa agricola di giovani ha realizzato una area che rilancia lo sviluppo ecosostenibile

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di Vincenzo Alvaro
11 agosto 2020
07:55

Lo stile è essenziale quasi in sintonia con il luogo che un tempo era una struttura religiosa, ma la visione è dinamica e moderna come lo spirito dei giovani che lo animano. A Mormanno, nella sede del seminario vescovile, è nato Rurà «un contenitore - come lo definisce Biagio Pandolfi, presidente della cooperativa agricola Pollino Food Experience - che permette a chiunque lo voglia di esprimersi attraverso l'arte, la cucina e tutto ciò che si può fare in questo luogo che ha molti spazi ed un ettaro e mezzo di bosco attorno».

 

Una sorta di oasi di pace tra le case del borgo di Mormanno che i soci della cooperativa agricola nata 3 anni fa con il chiaro intento di valorizzare il fagiolo poverello bianco ma anche grani antichi, legumi ed orticole del Pollino, grazie alla disponibilità della Diocesi di Cassano all'Jonio - attraverso il vescovo Monsignor Francesco Savino - ha trasformato nel proprio «quartiere generale» per mettere a frutto il «completamento di un progetto» che parla di territorio e sviluppo sostenibile - come afferma Enrico De Luca, direttore commerciale di Rurà - e «chiude il cerchio ideale da offrire ai nostri ospiti: dal campo alla tavola regalando una esperienza immersiva a chi sceglie di soggiornare e scoprire il Pollino».

 

Al centro dell'ospitalità una trentina di posti letto (per ora) ai quali nel prossimo futuro se ne aggiungeranno altri trenta ricavate nei piani dove un tempo soggiornavano sacerdoti e comitive di parrocchie per i campi estivi e che oggi accolgono famiglie, turismo religioso, turisti in cerca di un viaggio esperienziale tra le bellezze del Parco Nazionale più grande d'Italia. Un progetto moderno e lungimirante animato da giovani che hanno avuto il «coraggio di rimanere e sfruttare le proprie capacità» afferma Giacomo Corica chef che guida la brigata di cucina che gestisce il ristorante nato tra gli archi del vecchio refettorio della struttura religiosa.

 

In tavola si servono «prodotti locali interpretati in chiave moderna per esprimere al massimo la semplicità e la bontà del prodotto stesso». Un luogo rispettato nella sua essenza "francescana" ma rilanciato in chiave moderna per diventare una opportunità di sviluppo che guarda al turismo esperienziale per «rilanciare il progetto di ospitalità di Mormanno» aggiunge De Luca - e permetta «esperienze di contatto diretto con la natura, con i campi e le varie fasi della raccolta e coltivazione» ma anche relazione tra le «eccellenze calabre». Insomma Rurà (troncatura della parola rurale) vuole porre «l'accento sull'accoglienza e la ristorazione del Pollino» oggi valorizzata e riscoperta da giovani laureati e professionisti che per molti anni hanno vissuto lontano per motivi di studio e sono protagonisti di «questo viaggio di ritorno» che permette loro di «esprimerci a casa nostra che è la cosa più bella che potesse capitarci».

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