Corigliano Rossano

Oicofobia e fattori identitari, al Museo della liquirizia in mostra l’arte del pittore spagnolo Ydánez

VIDEO | Otto Torri sullo Jonio e l’Università di Malaga incassano importanti consensi per l'originale iniziativa. L’esposizione delle opere nei locali della fabbrica Amarelli a Rossano

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di Matteo Lauria
12 luglio 2022
22:00

Calabria e Spagna nella missione comune di esaltare i valori identitari dei propri territori per sconfiggere la ormai radicata “abitudine a denigrare i costumi, la cultura e le istituzioni che sono identificabili come nostri”, come ha definito Roger Scruton nel 2004. A promuovere l’interessante iniziativa è stata l’Associazione Otto Torri sullo Jonio che, nel suo 25esimo anniversario, ha posto la provocazione dell’oicofobia imperante con l’intento di aprire una profonda riflessione nella società e tra le istituzioni affinché si comprenda quanto questo atteggiamento sia lesivo per la crescita e lo sviluppo della nostra regione.

La mostra a Corigliano Rossano

L’area jonica preserva e custodisce, d’altronde, un patrimonio culturale di alto spessore: dal Museo del Codex al Patire, dai monumentali castagneti secolari dell’oasi naturalistica Giganti del Pesco, nel cuore della montagna rossanese, fino all’Elefante di Campana e al misterioso monolite preistorico. La fabbrica della Liquirizia Amarelli a Corigliano Rossano dal 9 luglio ospita l’esposizione artistica del pittore internazionale spagnolo Santiago Ydáñez che si è cimentato in una nuova sperimentazione: l’estratto di liquirizia utilizzato in sostituzione dell’inchiostro per nuove opere. 10 sono le ispirazioni identitarie ed anti-oicofobiche, realizzate in poco meno di 48 ore.


«Abbiamo bisogno di conoscere le nostre radici, afferma l’artista, e confrontarle con quelle di altri popoli così da rendere fruttuose le diversità e tradurle in ricchezza». La curatrice Maria Jesus Martinez Silvente, vicerettore dell’Ateneo di Malaga, ama la Calabria e i suoi marcatori identitari distintivi, parla di «Calabria straordinaria e dei suoi marcatori identitari distintivi. La professoressa Silvente ha partecipato e vinto un apposito progetto coinvolgendo la fabbrica di liquirizia Amarelli e l’artista di fama internazionale. «La Calabria è tutta bella, sono innamorata dell’Italia, afferma la vicerettore, viaggio tantissimo per il mio lavoro e un posto come la Calabria è difficile trovarlo nel mondo. Dobbiamo imparare ad amare le nostre terre e il mondo della scuola e dell’istruzione può aiutare a instillare questo seme negli abitanti».

 

L’intera organizzazione è stata promossa in partnership con la Lacnews24, il Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli, la storica e prestigiosa Fondazione Zètema di Matera, la Diocesi di Rossano-Cariati e il Museo Diocesano e del Codex, la cooperativa nazionale Italia Che Cambia, finanziato dalla Università di Malaga e da Enel Italia Spa (Partner Principale), insieme a numerosi altri partner privati. Non nuova al mondo artistico è la modalità di utilizzare elementi commestibili per la realizzazione di sculture e installazioni, come la scelta dell’artista Ydáñez di ricorrere alla liquirizia: «Molta parte della enogastronomia viene spesso utilizzata dagli artisti per le proprie opere», sottolinea Fortunato Amarelli rappresentante dell’omonima impresa, che nell’apprezzare la lodevole iniziativa si sofferma sul ruolo sociale delle imprese. «Le aziende sono un organo fondamentale della società e hanno compreso che il fine sociale va ben oltre alle logiche del profitto, soprattutto quando s’investe in cultura».   

La 'Ndrangheta spesso chiamata in causa a sproposito

Apprezzamento per l’iniziativa è stato espresso dal presidente della Giunta della Regione Autonoma dell’Andalusia D. Juan Manuel Moreno Bonilla, invitato a concludere l’evento nel prossimo autunno in Calabria insieme al presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto. «Il nostro messaggio è rivolto a chi odia la propria storia, la propria identità, la propria cultura, afferma il direttore Montesanto, ed è per questo che ci siamo soffermati sull’oicofobia da considerare, in chiave di provocazione, una vera patologia clinica. Abbiamo fatto leva sull’arte, in questo caso internazionale, per avvalorare la tesi del valore identitario sacro e profano. Vogliamo raccontare ai calabresi quanto è bella l’identità di cui spesso gli stessi calabresi si vergognano nei vari settori della vita sociale. Una inclinazione presente per la verità non solo in Calabria, continua l’esperto in comunicazione, che va superata evitando di copiare ciò che avviene altrove. Abbiamo bisogno di identità il che significa riappropriarsi della propria storia per poi confrontarsi con le altre». Altra provocazione messa in campo è il riferimento alla ‘Ndrangheta come male minore per la Calabria rispetto all’oicofobia. «La ‘Ndrangheta fa del male in altro modo, chiamarla sempre in causa è diventato un alibi per giustificare le proprie sconfitte».

Nella serata conclusiva, ha preso parte all’evento l’assessore regionale alle politiche sociali Tilde Minasi che ha sottolineato il prestigio dell’impresa Amarelli e la valenza dell’evento: «Un’azienda storica che rappresenta un’eccellenza in Calabria, emblema di come nella nostra regione si possa fare impresa e farla bene; un Museo, creato dalla stessa esperienza familiare ed imprenditoriale, che è ormai uno spazio culturale di riferimento per il nostro territorio ed un artista internazionale conosciuto e apprezzato che, con le sue opere, è riuscito a traslare nell’arte un sentimento purtroppo assai diffuso nella società, ovvero il disprezzo per la propria cultura, proprio di una civiltà che sembra  aver smesso di credere in se stessa, nei propri valori di libertà e democrazia, nei propri costumi, che invece andrebbero difesi e sostenuti. Sono più che mai contenta di aver potuto partecipare all’inaugurazione di questo evento di qualità, anche in rappresentanza del presidente Roberto Occhiuto e di tutta la Giunta Regionale, dando il benvenuto all’Autore delle meravigliose opere e ringraziandolo per aver portato la sua arte nella nostra terra».

L’evento si concluderà ad ottobre a Matera con la presentazione finale del catalogo ufficiale. Tra i presenti all’Auditorium Alessandro Amarelli Filippo Demma, direttore del Parco archeologico di Sibari e direttore ad interim della Direzione regionale Musei Calabria.  Sollecitati dal giornalista Massimo Tesio,  sono intervenuti anche l’amministratore delegato della Amarelli Srl Fortunato Amarelli; Paride Leporace, giornalista e vicedirettore del Quotidiano del Sud; la deputata Elisa Scutellà; Antonello Rispoli, responsabile dell’Ente Microcredito; il consigliere regionale Giuseppe Graziano; Raffaello De Ruggieri, già sindaco della Città dei Sassi e presidente della Fondazione Zètema di Matera.

Giornalista
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