Paesaggi mozzafiato e sentieri sospesi tra mare e montagna: benvenuti nella Costa viola

Allacciate gli scarponcini e sgranchite le gambe, quest'estate nella provincia di Reggio Calabria vi attendono quattro splendidi percorsi ricchi di storia che attraversano i comuni di Palmi, Seminara, Bagnara, Scilla e Villa San Giovanni

di F.  A.
3 luglio 2020
10:49
Tramonto sullo Stretto di Messina visto dal Tracciolino
Tramonto sullo Stretto di Messina visto dal Tracciolino

Camminatori incalliti, amanti del trekking e della natura, iniziate a sgranchire le gambe perché quest’estate la Costa viola reggina vi darà la possibilità di scoprire quattro splendidi percorsi naturalistici, alcuni dei quali sono ritornati percorribili grazie all’impegno del Coordinamento Costa Viola, realtà nella quale confluiscono un gruppo di associazioni di Palmi, Seminara, Bagnara Calabra, Scilla e Villa San Giovanni. I volontari da anni si occupano dello sviluppo turistico della zona e in particolare di turismo sostenibile. Il loro propellente è l’amore senza riserve per il territorio e la sua storia.

Un grande lavoro che trova la sua sintesi nel sito Kalanèa.it (https://kalanea.it/category/ambiente/turismo/). Tramonti mozzafiato, profumi inebrianti vi accompagneranno in un viaggio unico alla scoperta di un patrimonio naturalistico bellissimo e ricco di storia.

Il sentiero del Tracciolino

(di Rocco Salerno)

Tra i percorsi di trekking più belli e suggestivi di tutta la Calabria, il Tracciolino offre una veduta splendida e panoramica: ad ovest le Isole Eolie, con il profilo dello Stromboli in primo piano, a sud-ovest la possente sagoma dell’Etna oltre lo Stretto di Messina, e a nord la piana di Gioia Tauro, al di là della quale si staglia la sagoma di Capo Vaticano, ad est il vicino Aspromonte.

 

Il sentiero si snoda per lo più a mezza costa, tranne nell’ultimo tratto a sud, con una quota media di 300 metri sul fianco del Monte Sant’Elia, offrendo, lungo il percorso, la possibilità di ammirare dall’alto le romantiche calette incastonate tra le falesie.

 

I punti di interesse del Tracciolino sono: Pietra Perciata, posta nel comune di Seminara è un punto di notevole interesse paesaggistico dove nidificano i rapaci, molto presenti nell’area; Sorgente dell’Olmo, punto di origine da dove tutt’ora sgorga l’acqua è nel comune di Bagnara Calabra; le calette a mare visibili e altrettanto famose: Cala Janculla, Cala Leone, Cala Rovaglioso e Porto Oreste;

La Via dell’Uva

Questo splendido scorcio di Calabria è percorribile a piedi, attraverso un percorso chiamato anche Sentiero dei Francesi. Siamo nell’area protetta Natura 2000: il percorso parte dal borgo di Ceramida, piccola frazione di Bagnara Calabra e consente di scendere lungo la costa fino al livello del mare, dove si raggiunge l’antico tunnel di Murat, fatto costruire nel 1806. Un avamposto a difesa della costa durante le guerre e che negli anni fu riutilizzato per trasportare l’uva e raggiungere le guardie per l’avvistamento del pescespada.

Oggi la parte finale del sentiero non è più percorribile a causa della distruzione, durante la seconda guerra, di un ponte che collegava il tunnel alla spiaggia. Una volta arrivati in fondo al tunnel, il modo più sicuro, ma anche più impegnativo, per rientrare è risalire la costiera, sforzo ripagato dalle vedute mozzafiato che appaiono alla vista all’improvviso.

Un’alternativa è il rientro in barca nel porto di Bagnara Calabra attraverso l’approdo dell’uva: una scalinata poco lontana dal tunnel risalente al secolo scorso che di recente è stata restaurata dalle associazioni del posto.

Lungo il sentiero è possibile visitare anche la famosa Grotta di San Sebastiano, che prende il nome dal monaco eremita che a suo tempo vi abitò, sito di elevatissimo interesse storico ed archeologico, abitato in tempi riconducibili all’età del ferro ed in epoca greco-romana, infatti, durante gli scavi del 1999 svolti dalla Soprintendenza, furono ritrovati al suo interno diversi reperti archeologici, alcuni di origine preistorica.

 

Il Sentiero dei Mestieri

(di Antonio Casella)

Alle spalle di Bagnara Calabra si erge una ripida collina da cui ha inizio un sentiero che, fino a pochi decenni fa, era la via che operai e commercianti percorrevano per raggiungere l’entroterra: il Sentiero dei Mestieri. Si tratta di viottoli in pietra, ancora parzialmente intatti, che dalla cittadina reggina giungono fino alla Fonte Vermeni: una costruzione del 1800 considerata tra le più importanti riserve d’acqua della zona.

Percorrendo questo sentiero si possono visitare numerosi punti di interesse storico: il primo è il borgo di Pellegrina, costruito attorno al 1600 attorno al palazzo dove vivevano Francesco Ruffo II°, duca di Bagnara, e Imara Ruffo di Sinopoli. Insieme alle proprietà dei Ruffo a Pellegrina vi è un altra importante villa, più recente, costruita da Vincenzo De Leo nel 1922: un esempio di stile liberty di grande valore architettonico e storico.

Una volta superato il borgo, il sentiero si divide in due: un ramo prende il nome di Sentiero dei Due Ponti e l’altro Sentiero Sgarrone, i due si ricongiungono alla Fonte Vermeni.

Lungo la diramazione detta Sentiero dei Due Ponti si possono osservare due costruzioni risalenti al 1900: due ponticelli da cui il sentiero prende il nome. Inoltre un’antica torre dell’orologio del 1938 e il Calvario del borgo costruito nel 1947.

Invece il sentiero Sgarrone è caratterizzato da alcuni punti da cui si scorge un panorama mozzafiato sullo Stretto di Messina, nei giorni di tramontana si possono vedere tutte le isole Eolie, Messina, Milazzo e, guardando a Nord, Capo Vaticano.

 

Il Sentiero di Monte Cucuzzo

Il sentiero prende il nome dall’omonimo monte che sovrasta la periferia Sud di Bagnara. Sul sentiero le infaticabili “bagnarote” che andavano su e giù con ceste cariche d’uva per portarle al “parmentu”, oggi una casetta abbandonata nella zona più in alto del torrente Sfalassà, per macinare il frutto.

L’altra caratteristica di Monte Cocuzzo riguarda la pesca: era una delle postazioni principali per i pescatori di pesce spada, da qui alcuni uomini si appostavano per segnalare la presenza di pesci a chi stava in mare, usando delle improvvisate bandiere. Sempre lungo il sentiero si trova una grotta, datata 1905, usata come rifugio durante la guerra, un breve percorso sotterraneo che oggi spunta proprio sotto il ponte dell’autostrada.

Giornalista
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