Panchine civili a Reggio Calabria: la poesia contro intolleranza e violenza

VIDEO | L'iniziativa che prevede una staffetta di video-letture da filmare e postare sui social nasce per rispondere ad alcuni episodi che nelle ultime settimane hanno tristemente segnato la città dello Stretto

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di Anna Foti
11 maggio 2021
22:24

«È il nostro segnale poetico, la nostra reazione declinata con il linguaggio a noi più familiare che è quello della poesia e della letteratura. Importante è anche la presenza in quegli stessi luoghi, accanto a quelle stesse panchine in cui persone sono state offese e simboli e valori comuni sono stati oltraggiati. Questo ha ispirato la denominazione dell’iniziativa “Panchine Civili”. Un modo per testimoniare che l'amore non ha genere e che teniamo a questa città e vogliamo proteggerla». Così Anna Calarco, attrice di SpazioTeatro ha commentato il prosieguo della staffetta di video-letture di poesie e brani letterari, e anche musicali, con cui un gruppo di persone, ha deciso di rispondere a due gesti che hanno tristemente scandito le ultime settimane a Reggio Calabria: la vandalizzazione della panchina lettera dedicata a Gramsci e inaugurata nel giorno della Liberazione e il video omofobo in cui due ragazzi omosessuali, ignari di essere ripresi, si abbracciavano sul lungomare Falcomatà e che, prima di essere bloccato, è stato ampiamente condiviso su You Tube.

«Una risposta letteraria alla violenza, all’ignoranza e all’intolleranza attraverso versi e parole che esaltano la bellezza dell’amore, che ha comune unica unità di misura sé stesso, quindi l’amore proprio. È il nostro modo di replicare ai commenti offensivi posti in un video con due persone innamorate, che ha girato tanto in rete, caricato da una persona evidentemente triste che non ha il conforto della poesia e della letteratura. Purtroppo oggi, nel 2021, genera scandalo che due persone si scambino effusioni e mentre se minorenni si picchiano nello stesso luogo, in una notte d’estate, sembra solo una rissa giovanile», ha commentato Eleonora Scrivo, scrittrice.


Il video omofobo caricato sul canale You Tube di Luciano Suraci, fondatore del Popolo di Archi e candidato consigliere alle scorse elezioni comunali nella lista AmaReggio, non è più visibile. Rispetto all’indignazione suscitata, lo stesso Luciani ha dichiarato che il filmato risaliva al passato e che non era stato lui a registrarlo poiché era già di pubblico dominio. Ha altresì asserito a sua difesa che nessun tono omofobo avrebbe dovuto essere ravvisato visto che lui «ha tanti amici omosessuali».

Ci sono parole e parole, per fortuna, e a quelle parole cariche di offese e intolleranza se ne oppongono altre che risanano e riscattano. È, così, è in atto una risposta dolce ma anche ferma ad ogni atto di discriminazione e violenza che simbolicamente si lascia rappresentare dalle panchine, proprio da quelle panchine, che in occasione di queste letture tornano ad essere ciò che sono in ogni contesto civile ossia luogo di incontro, riflessione, tranquillità, e dai libri che ci insegnano a parlare di amore e bellezza. Da qui il nome dell’iniziativa "Panchine civili" e una serie di hasthtag significativi.

«Quando è stata vandalizzata la panchina di Gramsci con la scritta WC abbiamo pensato di rispondere trasformando quella stessa parola per noi divenuta acronimo di WeCare, come per dire che noi ci occupiamo, noi ci teniamo, noi ci siamo, e abbiamo invitato tutti a leggere dei brani e a rispondere con la cultura e con video da postare sui social con l'hashtag #WeCare. Purtroppo abbiamo dovuto rilanciare l’appello, invitando eseguire altre video-letture sul tema dell’amore questa volta, con l’hashtag #versiavvinghiati per risanare il termine utilizzato in tono offensivo nel video poi oscurato», ha spiegato ancora Eleonora Scrivo.

«Insieme all’hashtag #WeCare, che richiama pure una celebre citazione di Lorenzo Don Milani, emblema della scuola di Barbiana nel fiorentino e dell’esperienza educativa innovativa lì condotta negli anni '60, anche #versi avvinghiati e #reggioantifascista. Importante è anche la presenza nei luoghi, presso le panchine ponendoci come presidio sociale e culturale di spazi di pace e luoghi comuni, a testimonianza di un nostro impegno e difesa di simboli e valori che riteniamo universali», ha sottolineato Anna Calarco.

Una sana indignazione, dunque, che si nutre di poesia e di letteratura. «Per partecipare basta leggere, filmare la lettura di versi o pagine d’amore e condividere, recandosi presso una panchina del Lungomare Falcomatà di Reggio Calabria. Speriamo che in tanti vogliano unirsi in questa azione corale e spontanea», ha spiegato ancora Anna Calarco.
«Ci aspettiamo questa volta che tante ragazze e tanti ragazzi aderiscano con una poesia d’amore o un brano di letteratura e che tirino fuori dai libri le parole che curano e medicano l’ignoranza e l’intolleranza, rispondendo ad esse con la bellezza», ha concluso la scrittrice Eleonora Scrivo.

Giornalista
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